54 I MONUMENTI VENETI DELl/lSOLA DI CRETA Sotto un’arcata gotica della via che guida al porto, passata appena la Loggia, tro-vavasi mezzo sepolta una strana urna sepolcrale di marmo, che pare del secolo XIV. Nella fronte reca scolpite due grandi rose a tre petali, le due figure — più che rilevate, segnate a striature — della Annunciazione, e — nel mezzo — una persona in trono, su sfondo gigliato: il tutto accompagnato dalla curiosa dicitura — secentesca — aqua d’orbo, aqua di coliandri, aqua cota. In uno dei fianchi è scolpito invece uno scudo, FIG, 29 - CANDIA —• FONTANA TURCA (159). sul quale venne poi inciso un albero colle iniziali Z. VR e la data del 1601; nell’altro figura invece una croce pomata fra ornati. — Il sarcofago aveva dunque originariamente servito in qualche chiesa di sepoltura, forse anche ad un principe della casa di Valois o di Angiò — se pure quei gigli non sono che le semplici insegne della regalità di Cristo. Poscia, nel 1601, era stato adibito a recipiente di farmacia. Finalmente, impicciolito l’arco della muratura sovrastante con un secondo arco, ed infissa nell’interstizio una finestrella marmorea veneziana — a dentello contrapposto con piccola testa in rilievo — l’avello era stato convertito in vasca di fontana. Per questo, e data la sua postura, avevo altre volte supposto che l’urna fosse stata utilizzata dal duca Sagredo per la fontana della Loggia; e per ciò nel 1901, elevatala di sotterra,