I. CONDUTTURE E SERBATOI. i.-CANDIA'1» Acquedotti. — Cristoforo Buondelmonti ci narra come, giunto alla località denominata Cazambà (Karaa/Luiàg chiamasi tuttora il torrentello che sbocca in mare ad oriente della capitale), la trovasse ingombra di gente che vi attingeva acqua ad un pozzo, per poi rivenderla in città : « Multitudo hominum a quodam puteo Cazambà nomine aurire laborant, qui per Candiam civitatem cum vocibus eam vendere curant » (2). Quel pozzo continuò a costituire l’unica provvista d’acqua di Candia, almeno per qualche decennio ancora (3). Solo più tardi si pensò di trasportare l’acqua del Cazambà alla capitale per mezzo di un regolare acquedotto (4). Da esso è a credersi fosse alimentata in origine la fontana di S. Salvatore (5), e-retta fra il 15 5 2 e il 15 54. Ci consta tuttavia che il provveditore Iacopo Foscarini, essendo venuta a mancare l’acqua a quella fontana, riesci non senza fatica a ricondurvela, servendosi di una sorgente situata « fora della terra un miglio et me^o » (6), per la quale il Senato pagava ai patroni del terreno 10 ducati all’anno (7). Più tardi, verso la fine (') Cfr. a questo proposito : -T. "A. EAN0OYAIAH-, rola, Una descrizione di Candia del principio del seicento, in ’Ex xfji èv 'EreioxQaiiai • 'II vógiaa zov Xàv- «Atti della Accademia degli Agiati», serie III, voi. XIV, daxoe, in Néa’ EXev&egia, II, 22,'Hgaxfoicp, 14 sett. 1903; fase. 3-4, Rovereto, 1908, pag. 274). e y.’A.EAJ\,0OYAIdH2,XQtoriai'ixalèniygaipaìKgrjiti;, (5) Nel 1579 Francesco Zen ebbe facoltà dal reggi- in ’Aitavo, voi. XV, ’ADìjvijair, 1903, pag. 155 segg. mento di Candia di raccogliere in un canale sotterraneo (?) F. Cornelius, Creta sacra, Venetiis, 1755, voi. I, le acque che cascavano dalla fontana stessa, per tirarsele pag. 98. casa (V. A. S.: Senato Mar, XLV, 9). Poco dopo in- 0 Per il 1474 si veda la testimonianza in H. Noiret, vece, restaurandosi la fontana da Giovanni Mocenigo, gli Documents inédits pour servir a l’histoire de la domination vi- scoli furono destinati allo Spedale dei soldati (V. A. S.: nitienne en Créte, Paris, 1892, pag. 535. — Cfr. pag. 24. Relazioni, LXXIX: sua relazione). (4) « Patisce non picchia strettela d’acque, riferiva il de- (») V. B M.: Ital. XI, 6, a., fol. 20. scrittore di Candia del 1612-1614, poiché il principal uso i (7) V. A. S.: Dispacci da Candia, 28 febbraio 1602. condotto da fuori da un luogo chiamato il Ca^aban.... » (G. Ge-