132 SUI CAMTI VI'BATTAGLIA 132 dati che lo trasportavano di lasciarlo per correre in aiuto del comandante del battaglione. Accerchiato da una pattuglia nemica, rifiutava di arrendersi ed impegnava combattimento contro di essa finché rimaneva ucciso. (Montello, 19-20 giugno). Sottotenente Albertini Giuseppe, da Milano, del XXV Reparto d’assalto. Alla testa della propria sezione di mitragliatrici d’assalto conquistava una forte posizione nemica distruggendone il presidio. Manovrando personalmente un’arma, allo scoperto, riduceva al silenzio quattro mitragliatrici avversarie. Contrattaccato da forti masse, resisteva con pochi uomini per oltre due ore dando tempo ai rincalzi di sopraggiungere. Accerchiato, si apriva la strada a colpi di bombe e quindi, incontrati rinforzi, tornava con essi al contrattacco e riconquistava la posizione. (S. Pietro 'Novello, Fosso Palumbo, 17-19 giugno). Aiutante di Battaglia Saloni Soccorso, da Lecce, del XXIII Reparto d’assalto. Volontariamente e non ancora guarito, usciva dall’ospedale per raggiungere la prima linea. Alla testa della sua compagnia superava, primo fra tutti, i reticolati nemici. Ferito, continuava ad avanzare, finché cadeva colpito in pieno da una raffica di mitragliatrici. (Los-son, 19 giugno). Caporale Verdirosi Attilio, da Longone Sabino (Roma), del XXIII Reparto d’assalto. Quarantasettenne, volontario di guerra in un reparto d’assalto, animatore e suscitatore di eroismi, cadde colpito a morte al grido di: Viva l'ItaliaI nel trascinare gli arditi delle prime ondate in un fulmineo attacco che ricacciò in disordine il nemico. (Losson, 19 giugno).