NOTE t) La famiglia de’ Dukigjini era nobilissima; di essa i due fra* lelli Paolo e Nicola, che possedevano le rive del fiume Drino, intervennero al congresso de* principi albanesi, convocato da Skan-derbegh nel 1445, secondo ¡1 Bjrlezio e il Biemmi in Alessio, città situata tra Kroji e Skodhra (Scutari), e allora appartenente a* Veneziani, secondo altri in Skodhra, e al qu«ile, oltre i due accennati fratelli, presero parte Arianite Comneno che governava i paesi situati presso le bocche di Gittaro; Andrea Topia signore de’ monti di Chimara; Lekka Zaccaria signore di Dagnio; Pietro Spanò signore di Dnvasto, la cui famiglia pretendeva discendere dal grande Teodosio; Lekka Dusmano ; Stefano Czernowich signore del Monte-negro; e molti altri, tra i quali i comindimi di Skodhra, di Alessio e di altre citti e fortezze veneziane. A proposito di Lekkt Dukigjini, mi è grato trascrivere il bellissimo canto XVII del 30 lib. delle Raps. pubblicate dall’illustre De Rada; ediz. 1866; pag. 89.— «Passò un giorno nebbioso—nebbioso e mesto, quasi il cielo volesse piangere. — Poi raggiornando con pioggia, — dalla piazza fu udito un ululo — che entrò e gittò il lutto — nei cuori e ne' palazzi. — Era Lekka Dukagino; — la fronte percoteva con una mano, — strappavasi i capelli con 62 ’altra. — Djk : Scuotiti dii fondo, o Albania ! — Venite matrone bugliari, — venite poverelle e soldati, — venite e piangete dirot-imente; — oggi siete rimasti orimi, — senza il padre che vi con-igliava, — vi consigliava ed aiutava. — E più il decoro delle ver-;*t»i — e la letizia dei vicinati —non avete chi vi custodisca. — II aJre e signore d’Albania — è morto da questa mattina. — Udi-'na le case e si scossero da’ fondamenti; — udirono i monti e si divisero; — i campanili delle chiese — suonavano il lutto sopra sè; — e ne’ cieli aperti entrava—Slunderbegh d’afflitta ventura.»—Alessio Dukagjini di Dagnio, cuore di pietra , uccise a tradimento, o per invidia o per gelosia, il figlio della signora Voisa. Vedi il canto XIII delle Raps. edite dal De Rada. t866, lib. 2°pag. 52-5}.— Skanderbegh, presentendo la morte, dice a un Dukagjino (forse Lekka): Dukagino buono mio, conducimi qui il figliolo, perchè gli dica ciò che ho a dirgli » — D. R. c. XIV. lib. p. 84-8}; op. cit.—Du-kagino e Livetta con una mano di prodi salvarono il principe da un grave pericolo. D. R. op. cit. p. 76-77, c. IX. lib. 3". Dodici anni dopo la morte del Kastriota , Lekka Dukagino e Francesco Komarini furono sconfitti e fatti prigionieri da Matet. 2) A5pr,CT0v 5’ap’ e~ttTa jicv;-/ àyaOò; Mcvt'Xao; ,to'/v ri.’- 17:yàp àr’j^ouivoj iteitoio, ''■.w tvi ¡jwpixivM, àyx’aXov àpaz i^avT’èv rpwToi puaf», aurei uiv ■spò; r’rsp oi aXXoi ¿tv»'£Ó[Uvoi ^o^tovr'). *0tò; %'ix it^p'HO rapa Tpo/òv è'ex-jXtuflrì “pr,vr; tv xovir,ffiv iiz\ crófi»' iràp Sì oi ic~r, Arptiftr,; MsveXao;, t/oiv (ìoAiyóoxtov ty/o;' AÌpr.cro; i'ap’ éretx* Xajiùv ¿Vaìucìio youvo*v" Zfc>Ypu, ’ATpto? uu, c'j i’a^ia ¡tic,at «TOty*- HoXXì Ì’èv à^ivttoù ira-rpò; xufiifXia xeÌTai, X*^xó{ -re ypuió? tt iro'Xuxjir.tó; ?£ ci^r.po; ' Tiìv xtv Toi 7 aptcatTO ir«Tr,p atrtpttcì irroiva, *» xev sui ^wòv —esùOot?' ìtz\ vr,’j