120 Parte I - Considerazioni di ossi- rapporto irredentistico sulle condizioni e sulle aspirazioni di Trieste. Ormai il destino batteva alle porte. Il ritmo diventava sempre più rapido, stringente. Stava per avere inizio la grande storia ('). (1 ) Alla stregua di quanto si è scritto nelle pagine precedenti si rivelano in tutta la loro assoluta incomprensione le seguenti considerazioni dell’ex Ministro degli Esteri Sforza, pubblicate ancora recentemente nel suo volume « Les batis-seurs de l’Europe moderne » (Parigi 1931, pag. 61): « Come tutti gli italiani dotati di senso di responsabilità politica, io ero un partigiano leale della Trìplice Alleanza... (pag. 63). Nel 1910 e nel 1911 ebbi una serie di conversazioni confidenziali con Aehrenthal. Essendo un giovanissimo diplomatico e potendo meglio sfuggire all’attenzione del mondo politico, avendo molti amici e legami in Austria, ero stato incaricato di dire al Ministro austriaco alcune amare verità che sarebbero apparse troppo dure se dette da un ambasciatore. Sicuro della lealtà dei nostri scopi e della realtà dei fatti, io gli parlai senza circonlocuzioni: « Come posso farvi comprendere che noi siamo imbarazzati dai pianti e dai gridi di angoscia (ed io feci ben sentire al mio interlocutore che io citavo il famoso grido di dolore del 1859) che ci vengono dagli italiani d’Austria? L’Italia è risorta in virtù del principio di nazionalità e voi non potete immaginare un solo istante che noi si possa restare indifferenti dinanzi ai vostri sforzi per snazionalizzare gli italiani. Ma se essi potessero essere al tempo stesso fieri di essere italiani e soddisfatti di essere sudditi austriaci, come gli italiani del Ticino sono fieri di essere italiani restando tuttavia leali cittadini svizzeri, noi saremmo felici. Sarebbe tanto meglio per voi e per noi. Io credo in influenze più sicure che quelle degli ingrandimenti territoriali ». — Aehrenthal, che sapeva come io condividessi i suoi pensieri più profondi, mi rispose pesando lentamente ogni parola: « Io vi credo. Credo non solo alla vostra sincerità, ma anche nella verità oggettiva di quanto voi dite. Soltanto, se io ripetessi le vostre parole ammettendo che io vi presto fede, sarei preso, qui, per un pazzo ».