Contro il « mito » antirredentista. 423 validissimo gruppo degli economisti italiani ed è esperto di tutti i palesi e segreti fattori delle prosperità commerciali, ripete più volte, come conseguenza di fatti dimostrati, l’affermazione assiomatica : « il vero segreto della grandezza economica di Trieste è nella sua felice posizione geografica e nelle sagaci attitudini mercantili dei suoi figli ». « Alcuna forza nemica, afferma anche l’Alberti, nè avversi eventi, nè sconvolgitori avvenimenti riuscirono mai, nè mai riusciranno a strapparle tutta la vitalità della sua fortuna, sempre rinascente dopo le più terribili sventure, sempre rinnovellantesi, indistruttibile! ». Seguiva un diffuso riassunto ed un ampio commento dell’opuscolo, di cui si mettevano bene in evidenza le considerazioni nazionali e nazionaliste, dopo di che il giornale concludeva: «L’Alberti, avanti di chiudere l’opuscolo suo che per la prima volta offre ai cittadini una non partigiana storia ed una completa considerazione dei commerci e della fortuna economica di Trieste, fa degli accenni all’avvenire. Trieste non ha rivali in Venezia o in altri porti italiani od in Fiume per i suoi commerci : le tre città si dividono i traffici dell’Adriatico con tre hinterland diversi e speciali per ciascuna. La lotta da sostenere è contro i porti nordici ed essa dovrà accomunare in unità di atteggiamenti e di accordi nella difesa e nell’offesa i tre emporii dell’Adriatico, ai quali in non lontani tempi dovranno unirsi anche Genova e Marsiglia. Con sguardo spinto arditamente nell’awenire, l’Alberti intrav-vede il tempo in cui si combatterà per la fortuna del Mediterraneo e dell’Adriatico contro le velleità monopolizzatrici dei porti nordici. Intanto l’aumento naturale automatico del traffico mondiale e le colossali terre che si apriranno ai commerci ed all’agricoltura nell’Asia minore e nella Mesopotamia beneficieranno grandemente Trieste che è nel mezzo tra l’Oriente e l’Europa, proprio là dove cessa il trasporto marittimo ed incomincia quello terrestre. Con questa previsione di fortuna si chiude l’opuscolo dell’Alberti che contiene un elenco di tanti mali: ed è un’opera che dà all’autore diritto a vera benemerenza. E non possiamo esimerci di rilevare con vivissima compiacenza che i giovani compiono le opere che rivendicano alla triestinità il suo miglior passato ed i suoi meriti. Parlammo pochi giorni sono dell’opera magnifica dello Ziliotto, fondamentale per lo studio della nostra storia culturale: oggi abbiamo potuto parlare di questo libretto acuto e perspicuo dell’Alberti, fondamentale per lo studio della nostra storia commerciale. Altri giovani lavorano e lavora con giovanile lena Attilio Hortis. È segno di superbo valore morale per una città se essa per guarentigia del suo futuro e per onore del suo presente, ricostruisce onestamente e patriotticamente il suo passato ».