358 Parte 1 • Considerazioni di oggi. riserve] (*). È una sopravalutazione, un eccesso di importanza, un gonfiamento, che la modestia degli uomini dirigenti e lo scarso numero degli iscritti, rispetto alle grandi masse degli ostili e degli indifferenti, non possono assolutamente giustificare. Solo il segreto conferisce alla massoneria potenza di suggestione e magniloquenza di influenze. Altrimenti sarebbe caduta sotto il ridicolo della sua consistenza umana e sotto il peso delle sue debolezze affaristiche. Ai tempi della sua fortuna, la Massoneria, in ciascun paese si è resa responsabile di abusi, di favoritismi, di camorre più o meno grandi, valendosi della sua organizzazione segreta. Del resto, anche nei paesi dove è stata soppressa legalmente, i « figli della Vedova » continuano ad agire massonicamente. Alcuni di essi, i più abili, a forza di adattamenti insensibili, cercano di occupare i punti nevralgici della organizzazione finanzaria. Intorno a loro si formano... spontaneamente delle rose di antichi fratelli che nel frattempo sono diventati apparentemente i più accesi fautori dei regimi che hanno soppresso la massoneria. Gli atomi si collegano, formano mollecole, formano tessuto connettivo nell’ordinamento di un paese. L’abilità dei capi ex-massoni consiste, oltre che nel tenersi a galla nelle nuove condizioni di esistenza anti-massoniche, anche nel conferire alla assunzione di collaboratori massonici l’aspetto di favore reso ad elementi anti-massonici. È consuetudine, infatti, che quando un potentato massone assume nella azienda che dirige un «fratello» o ex-fratello che dir si voglia, gli chieda di procurarsi un biglietto di raccomandazione da parte di qualche notorio anti-massone, che in buona fede lo rilascia. Del pari, in tutti gli ambienti (1) Una interniinabile polemica si è svolta, al riguardo, in Italia fra la Massoneria di piazza del Gesù, che si vantava di seguire le tradizioni scarsamente politicanti e non antireligiose (sebbene, specificamente, anticattoliche) della massoneria anglo-sassone, e la Massoneria di Palazzo Giustiniani, spiccatamente politica, in senso radical-demagogico, anticlericale, anticattolica e antireligiosa, affiliata alla Massoneria francese. Nel numero dell’aprile-giugno della rivista della Massoneria di piazza del Gesù, VEra Nuova, a detta dello stesso Gran Maestro Palermi, a proposito della scissione massonica del 1908: « Les Grands - Maîtres (du Grand-Orient, ossia della Massoneria di Palazzo Giustiniani) accentuaient toujours davantage le courant vers la République sociale, avec l’appui du Grand-Orient de France, dont ils prenaient le mot d’ordre ». (« La Franc-Maçonnerie italienne », pag. 163).