il dissolvimento della monarchia asburgica. 337 scrupoli, con cui si compromise nel modo peggiore l’avvenire del paese. Da Taaffe venne risvegliato il radicalismo nazionalista, così dei tedeschi, come degli czechi ed in entrambi i campi sorsero elementi pericolosi per lo Stato. Negli czechi l’antica aspirazione alla parificazione cedette il posto alla aspirazione al predominio, che sfociò poi nella pretesa di un proprio Stato boemo. Nello stesso tempo la passione nazionale si accentuò presso molti tedeschi; Berlino e gli Hohenzollern diventarono l’insegna dei più radicali. La interpretazione deterministico-materialista della sempre più vigorosa avanzata slava in Austria, come sviluppata dagli scrittori marxisti e come raccolta anche da Virginio Gayda nel suo libro sull’Austria, non ha il supporto d’un obiettiva riprova storica. I progressi economici, il formarsi di una borghesia presso gli czechi non bastano a spiegare, da soli, il grande fenomeno dell’ascesa slava e del soppiantamento tedesco. Otto Bauer ha elevato tutto un edificio di indagini e di considerazioni (Cfr. Bauer : Die Nationalitatenfroge und die Sozialdemokratie. Wien 1909), per dimostrare la fatale logica marxista del fenomeno della slavizzazione dell’Austria, ma non è proprio riuscito a provare la verità del suo asserto essere tale slavizzazione « una delle molteplici espressioni dello sviluppo capitalistico»... Coef-ficenti economici entrarono pure nelle lotte nazionali della monarchia degli Asburgo, ma essi non furono nè determinanti, nè di notevole rilievo. I fattori economici furono di gran lunga superati e soverchiati dai moventi puramente etnici e spirituali. Un grande fattore di decadimento per la monarchia degli Asburgo consistette in questo che, dalle funzioni pure e semplici di comando e di giustizia, buona o cattiva che fosse, sopra i popoli e le nazioni, la dinastia quasi era scesa a quelle di mediatrice fra i conflitti nazionali, sospinta ora di qua ora di là dagli strappi e dagli spintoni dei gruppi più forti. La discesa, come si è detto, era cominciata quando la dinastia aveva dovuto capitolare dinanzi ai magiari, concedere il dualismo e ammettere la piena equiparazione dell’Ungheria con l’Austria, in ogni rapporto. Questa prima sconfitta del prestigio e del potere mo- 22