L’insoffocabilità detl'irredentismo. 119 tà) e Fautore di questo libro si mettevano a loro disposizione —, a quella dell’/ndipene/enfe, dove Riccardo Zampieri aggiungeva abbondantemente calore al colore irredentistico già raccolto dai corrispondenti, all’on. Giorgio Pitacco, a Salvatore Seghe Sartorio (*), inesauribili come fonte di fede e di notizie italiane. Attilio Tamaro era sempre guida e duce degli ospiti. -» -njtU ^c¿¿^ Cyiy\i^ /Lit or./9 0£;.£* Adesso si può anche raccontare che non solo le insistenze di Tamaro presso i direttori dei grandissimi giornali avevano avuto la virtù di aprirli all’eco commossa delle lotte, delle mi-naccie e delle speranze degli italiani d’oltre-confine. Vi avevano contribuito anche altre insistenze dello stesso Tamaro presso più alte autorità, così presso il Ministro degli Esteri di San Giuliano, mentre l’on. Pitacco aveva avvicinato il Giolitti. Ancora nel 1914, il medesimo giorno in cui di San Giuliano si incontrava con Berchtold ad Abbazia, Salandra, intermediario e complice Andrea Torre, riceveva Attilio Tamaro, che gli faceva un lungo (1) Salvatore Segrè Sartorio, patriotta fervidissimo, mecenate munifico e benefattore larghissimo, fece della sua vita una continua cospirazione per l’unità italiana, ma mai all’ombra della massoneria. Egli fece parte del gruppo fondatore della « Idea Nazionale », fu presidente della Federazione Nazionalista della Venezia Giulia sino alla fusione del nazionalismo col fascismo.