L'insoffocabilità dell’irredentismo. 109 liana, allora io non mi perito di affermare che questo programma è o dovrebbe essere il programma di tutto il paese». Il 2 ottobre 1914 il Barzilai scriveva (pag. 208): « Le aspirazioni nazionali sulle regioni italiane che il trattato del 1866 inchiodava al dominio straniero, furono contenute per opera di Governo ed anche per rassegnazione di popolo, innanzi alla prospettiva di rompere violentemente i patti dell’alleanza, di scatenare in Europa la grande conflagrazione. E questa indefessa prudenza nazionale fu opposta a tutta la politica austro-ungarica che durante tanti anni di vita di un patto inaugurato con la non restituzione della visita reale a Vienna, parve cospirante a fecondare i ricordi del passato, a tener desti i dormienti, ad insegnare la fatalità del destino nazionale agli immemori. Ma oggi che l’immane conflitto è scoppiato per meditata volontà degli antichi alleati, oggi che l’alleanza si svuota per fatto loro di ogni contenuto effettivo, e diventa davvero un brandello di carta destinato a figurare nel museo delle delusioni italiane, invano si cercherebbe con tattiche ingenue cancellare la storia recente, precludere alla coscienza italiana la visione intera del problema nazionale, che se non fosse risolto durante questa guerra, resterebbe senza fallo insoluto per sempre. I nomi delle città sorelle messi in bando, ritornano e ricordano: che se un’Austria vinta ci farebbe assistere al pericolo inaudito di una successione slava in loro e nostro danno, un’Austria vittoriosa, dopo la sapiente tregua dissimulatrice del periodo di guerra, fatalmente ci darebbe lo spettacolo delle inasprite minaccie, delle rinnovate persecuzioni, portate sino alla cancellazione della loro italianità. L’astensione passiva non potrà essere schermo sufficiente e proporzionato a tutto questo. Solo l’azione salverà l’Italia dall’irreparabile danno alle sue fortune, alle sorti dei fratelli disgiunti che lungamente fidarono in essa». Sebbene il giudizio della storia non possa ascrivere una importanza concretamente fattiva alla propaganda irredentista dei repubblicani d’Italia — fra i quali, del resto, vi furono anime nobilmente patriottiche, che seppero vincere e superare le considerazioni di parte per servire unicamente la Nazione — vo-