LA FAMIGLIA 461 lusinghe dell’amore, e quando sente avvicinarsi l’amante, che, con strano uso, annunzia la sua presenza sputando, corre alla finestra : Madre, finire al tuto voglio sto mio sermone ; el mio amante è venuto, io zir voglio al balcone : spudar l’azo sentuto, da lui me sento chiamare, me voglio apresentare. Sfatte con Dio, che son aspettà 0). Seguono poi i disinganni, le amarezze e i rimpianti, la maggior parte dei quali restano sempre nascosti, perchè nessun occhio profano pub scrutare entro la casa e scoprirne i segreti. Pure la musa popolare e quella semiletterata, che guardano curiosamente attorno a sè e studiano i vari aspetti della vita reale per ricavarne soggetti di poesia e di satira, scuoprono facilmente sotto la placida e apparente serenità della vita coniugale, burrasche e tempeste di passioni e di sdegni. La sposa, che non vuol più essere l’umile, l’obbediente, la mansueta serva del marito, protesta contro l’autorità e la tirannia di lui, non più col languido lamento della malmaritata, che ripete il luogo comune delFincontentabilità della propria sorte, ma con la recisa affermazione della piena consapevolezza d’aver capacità e diritto, insieme con l’uomo e in uguale misura, alle gioie e ai dolori, alla felicità e alle sventure. Nel mutevole rinnovarsi della vita il poeta coglie col suo estro questo scatto irrefrenabile. Un altro genere letterario intendeva a regolar la vita familiare nelle sue attinenze civili, sociali e morali. La letteratura didattica, già fiorente nelle lingue romanze, fu coltivata anche nella Venezia, ed ebbe un maestro nel friulano Tommasino de’ Cerchiari, che componeva, circa il 1216, un poema, nel quale sono precetti intorno alla educazione e alle belle maniere, ma specialmente intorno alla moralità e alla rettitudine della vita (2>. Non è da credere che il poema di Tommasino, scritto in tedesco, col titolo Der Walscher Oasi (l'ospite romanzo o italiano), abbia avuto diffusione sulla laguna; ben vi dovettero invece esser conosciuti due altri libri, Della cortesia e Della falsità, ora perduti, ma scritti certamente in italiano dallo stesso autore, la cui famiglia ebbe relazioni d’affari con la Repubblica veneta (3>. Diffusi erano altresì i tre trattati morali di Albertano da Brescia: De amore et dilectione, scritto nel 1238, la Doctrina lo- (1) L. Giustinian, Poesie ed. ed in., ed. B. Wiese cit., n. 23. (2) Torretta, Il « Walscher Gasi » di T. di Cerclaria, in « Studi medievali », a. 1904, voi. I, pag. 24; Graf, Appunti per la st. del ciclo brettone, in « Giorn. stor. d. lett. it. », V, 112. (3) Torretta, op. cit., pag. 28. fo oi>-ipJìk (Wm aWSK, Vtr" ' ff Wi ftK mlUxr i *mjg»o •} ; III mvglk Ofcpn&T - Jl§ IL PIANTO SULLA TOMBA. Dal cod. cit. « La prima Deca di Livio (sec. XIV).