128 CAPITOLO IV. perchè essendo posto ai termini terrestri del ducato — in finibas Rivoaltensibus (1> — si trovava allo sbocco del commercio padovano sulla laguna. Possedendo gran parte de’ suoi beni nel regno italico, e avendo ottenuto molti privilegi ed esenzioni, divenne il baluardo avanzato della potenza veneziana verso la terraferma (2). Esso suscitò le gelosie dei nascenti comuni vicini, ne’ secoli decimosecondo e decimoterzo. e fu oggetto di lunga contesa fra Venezia, Padova e Treviso <3>. Per opera dei Benedettini TINTORETTO — IL RINVENIMENTO DEL CORPO DI SAN MARCO. (Milano, Brera). di Sant’llario sorse in Venezia, nel 1160 circa, un altro monastero con lo stesso titolo, accanto alla chiesetta di San Gregorio, donata ad essi nel 989 dal doge Tribuno Memo. Nel 1214, per ¡sfuggire alle violenze di uno dei più prepotenti feudatari della vecchia aristocrazia terrafermiera, Jacopo da Sant’Andrea, che di notte aveva a mano armata invaso il monastero dell’isola di Sant’ llario, i monaci scelsero per loro primo rifugio e poi per sede definitiva l’abazia veneziana di San Gregorio <4). Col suo trasferimento a Venezia incomincia il decadimento del grande istituto mo- (1) Gloria, Cod. dipi. pad. cit. (2) Marzemin, Le abbazie veneziane, in « N. Arch. Veneto », a. 1912, t. XXIII, pagg. 107, 133 segg. (3) Predelli, Documenti relativi alla guerra pel fatto del Castello d'amore, in « Arch. Veneto », a. 1885, t. XXX, pag. 421 segg., Roberti, Studi e doc. di st. ven. cit., pag. 12 segg. (4) Marzemin, op. cit., pagg. 132, 133 segg.