IL SENTIMENTO RELIGIOSO ECC. 125 nella guerra di Grecia contro Emanuele Commeno (1170) <»; ma dopo che il matrimonio iu reso lieto di ben dodici figliuoli, Niccolò ritornò alla sua cella e fondò nell’isola di Costanziaca un monastero, dove la moglie Anna si ritirò e vi professò i voti, insieme con tre figlie, Marta, Margherita e Bortoletta. Anche più tardi vediamo delinearsi tra l’ombre del segreto monastico, per contrasto alla durezza dei tempi, altre dolci immagini femminili, come Giuliana di Collalto (m. 1264 c.), fondatrice e badessa del monastero di San Biagio alla Giudecca, ed Eufemia Giustinian (n. 1408), che nel convento della Croce, pure alla Giudecca, trascorse una vita di pietà e di carità. Furono tutte due beatificate dalla Chiesa, al pari di una vergine secolare di straordinarie virtù, di nome Contessa, della famiglia patrizia Tagliapietra. morta a vent’anni nel 1308 OENTILE BELLINI — LA BASILICA DI SAN MARCO (SEC. XV). Particolare del quadro « La Processione ». (Venezia, Accademia). circa*2). Non rari anche gli esempi di vedove, che prendevano con cerimonie religiose l’abito del loro stato dalle mani del sacerdote, facendo voto di castità perpetua, chiudendosi per sempre in certe anguste celle sopra i tetti o nei portici delle chiese, dove il cibo e la luce penetravano da un finestrino difeso da inferriata, e dove severamente maceravano il corpo con penitenze e digiuni (3). Queste donne penitenti si chiamarono recluse o romite, e si trasformarono poi nelle pinzochere, o terziarie, che accompagnavano i trapassati alla tomba e furono affiliate a diversi ordini religiosi. Non scarso era il numero di queste anguste celle; se ne trovavano nelle chiese di San Giovanni evangelista, di San Maurizio, di Sant’Agnese, di San Samuele, di Santa Margherita, (1) Che Niccolò Giustinian fosse l’unico superstite di sua famiglia, è un errore dei cronisti, giacché molti altri patrizi Giustinian esistevano ancora in quel tempo. Cfr. Sanudo, Vite dei Dogi cit., ed. Monticolo, pag. 265, n. 2. (2) [Fl. Cornaro], Notizie stor. della B. Giuliana Collalto, Venezia, 1756; Menu della B. Eufemia Giustinian, Venezia, 1788, e Carrer, Anello di sette gemme, Venezia, 1838, pag. 649; Compendio della vita, morte e miracoli della beata Contessa Tagliapietra, Venezia, 1762. (3) Gallicciolli, II, 1785.