L’Albania offrire parti del territorio albanese per saziare l’insaziabile pretesa degli Stati limitrofi e regolare un conflitto a cui l’Albania restava completamente estranea (8 maggio) (1). Da allora il problema albanese fu considerato come connesso del tutto con quello dell’assetto adriatico, e ne seguì interamente le vicende, fino a quando — a cominciare dalle trattative di Pallanza — fu stralciato dalle discussioni italo-jugoslave. Nel progetto Miller-Macchi di Cellere (maggio 1919) era riconosciuta all’Italia Valona e il mandato sull’Albania (2). Nel compromesso Tardieu-Crespi era ammesso il mandato sull’Albania all’Italia dall’attuale frontiera settentrionale a quella meridionale da determinarsi dalla Conferenza. Però si stabiliva che la costruzione della ferrovia da effettuarsi in Albania fosse eseguita pel 40% con capitali italiani, pel 40% con capitali jugoslavi e pel 20% con capitali di altri paesi (I?). (1) Il 5 maggio aveva protestato contro Cara-panos, che si qualificava delegato dell’Epiro del nord. (2) Cfr. su di esso il cenno dello stesso Miller nell’art. The adriatic negotiations at Paris in The Atlantic Monthly, fase, agosto 1921 ed il mio studio: Il compromesso Miller-Macchi di Cellere per la questione adriatica, in Le nuove provincie del 1921. (3) Cfr. il mio studio II compromesso Tardieu 76