434 v * iniziative italiane al montenecro missima «li ridurre la parte della rada di Antivari meglio situata in un porto moderno, sufficiente a tutti i bisogni prevedibili, lasciando anche campo aperto a qualunque sviluppo avvenire con la sola continuazione dei primi lavori che rimarrebbero inalterati. Quanto alla ferrovia, tutti coloro che si occupano delle questioni balcaniche, sanno come questi paesi difficilmente potranno svilupparsi senza avere un’ u-scita sicura e indipendente verso l’Adriatico. D'altra parte per i paesi occidentali d’Europa, e specialmente per l’Italia, il mezzo più facile e ora possibile di penetrazione, non può che incominciare da Antivari, e di là, costeggiando il lago di Scutari, andare per Podgoritza, Derane e Mitrovitza a Nisch in Serbia che c il centro delle ferrovie orientali. Questa linea avrebbe meno di 400 chilometri di percorso mentre quella che va da Nisch a Salonicco ne ha circa 500 senza contare il lungo e faticoso giro della costa Macedone e dell’arcipelago greco per giungere nell’Adriatico. Ma vi e inoltre da aggiungere che da Nisch a Kabianit/a sul Danubio non vi sono che iti chilometri di distanza, di cui quasi la metà è già percorsa da una ferrovia e il resto é di prossima esecuzione, donde risulta che Antivari sarebbe soltanto a 500 chilometri dal Danubio, e ne sarebbe quindi il porto più prossimo. Anche perciò, la grande importanza di questa linea é manifesta, se si pensa ai lunghi periodi di ge'.o di quella arteria acquea, durante i quali ogni traffico deve sospendersi, mentre sarebbe facile trasportare tutto l’anno le merci per la via progettata dal Bacino del Danubio ad Antivari.