336 'IH — VALLONA F. IL SUO GOLFO questa questione di Pritzrend, durata parecchi mesi, e per la quale i cattolici di quel paese minacciarono quasi di passare alla fede maomettana, la politica austriaca aveva proprio passato il segno. Dovette cedere anche perchè il Vaticano, il quale dapprincipio aveva confortato del suo appoggio il Governo, si accorse dei gravi pericoli a cui andava incontro insistendo nel-1’ errore e volendo legalizzare ciò che era stata assolutamente una grande prepotenza. Pritzrend, nell’Albania settentrionale, è la sede dell’arcidiocesi che da Skopia — secondo i turchi, Uskub — prende il nome. Da molti anni era arcivescovo della diocesi e viveva nella casa arcivescovile annessa alla chiesa, Mons. Pasquale Troksi, albanese di nascita, un ecclesiastico circondato dalla stima e dall’affetto di tutti. Quando un bel giorno quattro suore di Zagabria, fatte venire dal Console d’Austria d’accordo col suo Governo, occuparono una parte della casa dichiarando di voler aprirvi nuove scuole. 11 Console di fronte alle proteste dell’A rei vescovo e del clero promise a nome del suo Governo che avrebbero subito fatto costruire un’altra casa. Ma gli albanesi di Pritzrend non si calmarono affatto dinanzi a tale promessa. Essi volevano assolutamente fosse lasciata all’ Arcivescovo di Pritzrend la vecchia casa dove ha sempre abitato, che da più di 100 anni è sede dell’Arci-vescovado e che è di proprietà degli albanesi cattolici e niente affatto del Governo Austriaco. Naturalmente il Governo di Vienna si era messo d’accordo col Vaticano, il quale aveva acconsentito a questa illegale presa di possesso. Ciò nonostante, gli albanesi cattolici di Pritzrend non si mostrarono punto disposti a tollerare ciò che essi chiamavano una spogliazione.