Le rivendicazioni croate 453 non vollero più sentir parlare del Regno Illirico, o Iugo-Slavo, o Balcanico che sia, ma cominciarono a vagheggiare la formazione di una Grande Croazia indipendente, che dovrebbe comprendere tutte o quasi le terre abitate dai serbo-croati,... inclusavi la Bosnia, avendo nella Monarchia una situazione presso a poco identica a quella che vi ha ora il Regno d’Ungheria. La disfatta della Russia al Congresso di Berlino, e la convinzione che essa non poteva pili prestare efficacemente il suo appoggio all’Iugo-Slavismo, facilitò il compito a questa nuova corrente d’idee. Naturalmente i Serbi i quali nelle decisioni del Congresso di Berlino furono i più sacrificati, considerarono quel mutamento come un tradimento, e nella lotta che si fece subito vivissima, il Governo austriaco, secondo le circostanze e l’opportunità, incoraggiò dapprima le rivendicazioni croate. E ciò con un doppio scopo. Da una parte mirando a mettere un po’ di freno alle continue pretese dello chauvinisme magiaro; e dall’altra onde combattere precisamente quell’elemento serbo che delle sue aspirazioni a un ben diverso ordine di cose non fa mistero, e che non si è mai rassegnato alla occupazione della Bosnia-Erzegovina. Per reazione i serbi della Croazia diventarono gli amici dei Magiari, e tanto nelle assemblee amministrative come nel Parlamento, a Pest, hanno votato quasi sempre d’accordo con gli Ungheresi contro i Croati. È la cosa che più ha esasperato questi ultimi provocando varie volte dimostrazioni e disordini. Mai però avevano assunto un carattere cosi grave come Io ebbero quelli di tre anni fa. Sono passato a Zagabria un anno dopo e ho potuto constatare come malgrado