340 Vili — VALLONA E IL SUO GOLFO diventareun movi mento nazionale. Il Vaticano rimandò allora Mons. Troksi a Pritzrend, dove fu accolto ed insediato in mezzo aU’entusiasmo ncU'antica sede arcivescovile, e persuase nel tempo stesso il Governo di Vienna a dare un'altra destinazione al Rappaport. Questo Console, quantunque nell’affare di Pritzrend abbia forse mancato di tatto e di prudenza, è un'abile funzionario. Dal più al meno sono tutti cosi. Hanno 10 stesso carattere di combattività e spiegano la stessa attività, a ciò incoraggiati dal loro Governo, tutti i Consoli Au-;tro-Ungarici in Albania. Fino a poco tempo fa era fra i più intraprendenti anche quello di Val-lona, il signor Petrovich, la cui famiglia è di origine albanese, e che di questa sua qualità si era valso per fare un gran colpo. A Poftali era nata una grossa questione fra gli abitanti ortodossi e il loro vescovo. 11 signor Petrovich si recò più volte sul posto. Ma invece di adoperarsi per comporre il dissidio, fece tutto il possibile per acuirlo, prendendo naturalmente le parti degli abitanti e sostenendo le loro pretese. Assai probabilmente è corso anche del danaro. Certamente fu da lui suggerita la minaccia fatta al Vescovo di passare tutti quanti al cattolicismo, minaccia che per un momento sembrò volessero mandare ad effetto. O almeno lo credette assolutamente il Console, il quale invitò l'Arcivescovo di Durazzo — da cui ecclesiasticamente Vallona dipende— a venire a ricevere l’abiura degli ortodossi di Poftali e telegrafò nel tempo stesso a Roma perchè mandassero un prete albanese ad assistere alla solenne cerimonia. Ma l’arcivescovo di Durazzo, e il prete mandato da Roma, dopo aver passato qualche giorno a Vallona ad aspettare fosse fissato il giorno della cerimonia, dovettero