T preparativi militari Austriaci 525 scoppieranno nuove insurrezioni, e allora, cogliendo il momento opportuno, l’Austria cercherà di fare un passo innanzi sulla via di Salonicco, come glie ne dà diritto il Trattato di Berlino, e per rimettere l’ordine. Il Frendelblatt, 1’ organo ufficiosissimo della politica imperiale, quando la Porta ebbe qualche esitazione intorno all’accettazione del programma per le riforme, scrisse queste testuali parole: « Se il Sultano resisterà, Austria e Russia sapranno bene metterlo a dovere con la forza e col consenso della intera Europa » ( 1). Se vi è una potenza però veramente interessata a che lo stato quo si prolunghi quanto più è possibile è certamente l’Italia, la quale si trova di fronte agli avvenimenti e alle complicazioni che potrebbero anche sorgere d'improvviso, assolutamente impreparata diplomaticamente e militarmente. Essa ha quindi il dovere di fare una politica che miri a rimandare per ora la soluzione di tutti questi problemi, ma nel tempo stesso di pensare seria mence al suo Esercito e alla sua Marina. Oggi come oggi, c'è troppa disparità nelle forze militari delle due nazioni che si specchiano nell’Adriatico, e non si può senza grave pericolo per la patria nostra, lasciare che tale dispa- (1) Qualche mese prima uiscutendosi alla Camera Ungherese un progetto di legge sul reclutamento, il Ministro della Difesa Nazionale generale Nyiry in un discorso che produsse una certa impressione, aveva già detto : u La situazione politica nella Penisola Balcanica è talmente incerta da contenere germi di moltr eventualità e sorprese. Questa situazione, stante la vicinanz«, ha per noi tale interesse che sarebbe una colpevole incuria se si compromettesse la compattezza dell’esercito. Bisogna aver cura che le fiamme vicine non si spandano su noi e di trovarci in grado di spegnere immediatamente l'incendio.