La situazione nell" Istria 459 viavai di ufficiali e di soldati di marina. All’albergo non si contentano poi, di chiedere nome, cognome e la provenienza del viaggiatore: ma nel modulo stampato che vi presentano prima di accompagnarvi nella stanza destinata, bisogna riempire parecchie altre colonne onde far sapere prontamente alla polizia di Pola molte altre cose. E se vi ribellate e lasciate qualche colonna in bianco, v’è tutta la probabilità di ricevere dopo una mezz’ora l’invito di recarsi all’ufficio di polizia. Anche a Pola, naturalmente, hanno avuto eco le parole pronunziate l’anno scorso dai deputati croati nella Dieta Dalmata, ma l’accordo è più difficile ad ottenersi inquantochè, a Pola, come del resto in altre città deU’Istria, mancando quel partito croato radicale del quale ho cercato più su di riassumere il programma, l’elemento croato è quasi tutto ultra clericale e quindi italianofobo. D’altra parte il partito italiano, essendo padrone assoluto della situazione, non vuol saperne di fare concessioni alla minoranza croata. Nell’ Istria la situazione è essenzialmente diversa da quella della Dalmazia. A Spalato, questa della condotta del partito italiano nell’Istria è una delle grandi argomentazioni dei croati per opporsi a tutte le concessioni relativamente alle Scuole e al nostro idioma chieste dal partito autonomo. Essi dicono: perchè volete si ceda noi di fronte a voi che siete una minoranza, quando nell’Istria dove siete maggioranza voi non volete cedere in nulla? A tutta prima l’ob-biezione fa un certo effetto. Ma le condizioni, ripeto sono diverse: inquantochè, in Dalmazia, questa minoranza italiana rappresenta però una fortissima proporzione della popolazione, mentre si tratta per i croati dell’ Istria di una piccolissima minoranza.