Il Congresso di Parigi non potrà, risolvere, io credo seriamente e durevolmente, nè le nostre nè le altre questioni europee, per il disordine morale intellettuale politico che tutto lo pervade, e per i fini equivoci che attraverso il disordine ei vorrebbe conseguire, in dispregio degli interessi permane7iti e fondamentali dei popoli, per il trionfo degli interessi momentanei e particolari di gruppi finanziari più o meno accreditati, o per gli esperimenti ideologici che il signor Wilson si crede autorizzato a tentare sul corpo piagato delle genti d'Europa. Le democrazìe sono fondate sul concetto della responsabilità delle persone che esercitano il potere, e in tanto possono il potere esercitare in quanto la loro azione può essere sottoposta a giudizio, e approvata e disapprovata, o anche annullata coti la funzione, dai giudici prescritti, cioè dai cosiddetti rappresentanti della sovranità popolare. Ora il signor Wilson nella sua funzione di presidente degli Stati Uniti è intangibile, insindacabile, o inutilmente sindacabile, poiché il giudizio non comporterebbe sanzione ; e qualunque errore o sopruso egli commetta al Congresso di Parigi non potrà da alcun giudice superiore essere efficacemente condannato nel potere, perchè egli è destinato a rimanere presidente degli Stati Uniti, ineluttabilmente, fino alla, data fissa della scadenza. E quando a questa sua condizione dì irresponsabilità si aggiunga che, come Capo degli Stati Uniti, egli può disporre, a uso politico, di tutte le immense risorse alimentari, finanziarie, industriali del suo grande paese, e con queste premere sulla volontà dei rappresentanti delle nazioni europee, specialmente le più povere e quindi meno indipendenti, è facile comprendere quale strana e non mai vista