LA VERITÀ’, TUTTA LA VERITÀ’. Non è più il caso — per me, in verità, non fu mai — di attenuare o coprire di un velo pietoso la situazione dell’Intesa nel momento. Se anche i giornali tacessero, e i bollettini mentissero, i fatti parlerebbero da soli con tale eloquenza, che non sarebbe possibile il pubblico rimanesse sordo o indifferente alla loro voce. E i fatti dicono che la misura degli errori è ormai colma. Potrà maturare fra gli errori la fortuna? I giornali inglesi si cominciano a mostrare, più che severi, aggressivi contro il Ministero Asquith, e richiedono maggior vigore e maggiore energia nella condotta della guerra. I giornali francesi, combattuti tra il loro instancabile filellenismo e i riguardi verso la Russia, si sforzano di darsi coraggio e dar coraggio agli altri, descrivendo sempre la situazione della Romenia « grave ma non disperata », e quella della Grecia « in via di miglioramento » ad ogni atto di resistenza da parte del governo di re Costantino e ad ogni dichia-zione di guerra alle potenze nemiche da parte del governo di Venizelos. E intanto la Germania e l’Austria si annettono la Polonia, conquistano la Romenia, e tacitamente lavorano alla ferrovia di Bagdad, e forse all’inaugurazione di qualche nuova stazione su quella linea si riferisce il discorso di Ladislavoff alla So-branjè, là dove accenna a un prossimo evento che riempirà di gioia l’animo di tutti gli alleati — gli alleati,