TEDESCHI E JUGOSLAVI. La stampa francese si è messa risolutamente, in questi ultimi giorni, della parte delle ragioni italiane, e noi non possiamo non essere lieti che la fratellanza d’armi che ci permise ieri di vincere il nemico in campo, si perpetui in fratellanza di idee e di propositi, che renda possibile ai due popoli di trarre domani i maggiori benefizi della vittoria, che si dovrebbe infine compendiare nella sicurezza reciproca e nella sicurezza della civiltà in Europa, della quale essi sono i più fidi esponenti e le più fide garanzie. Sarebbe stata una vera e propria mostruosità morale e politica di discordia, e, peggio, la lotta tra la Francia e l’Italia sul terreno delle competizioni diplomatiche, dopo la guerra comune, dopo cioè, il nobile e fiero sforzo da esse compiuto per riportarsi al punto in cui Bismarck le aveva disgiunte, e disgiunte tenute per trent’anni : una mostruosità aggravata dal fatto che il Bismarck della nuova separazione sarebbe stato non un grande diplomatico trionfatore, ma un qualsiasi Trumbic, proveniente delle male vie della corruzione austro-germanica, un qualsiasi strumento di mala fede balcanica operante fra le libere genti di Europa m nome di quei principi che egli e i suoi pari han sempre negato e combattuto, a tanto la giornata, al servizio dei ministri e degli arciduchi dell’ antica