ALLA VIGILIA DELLE DECISIONI. Discuteremo dei « grandi principi » e delle « grandi costruzioni » universali, dopo che il Congresso avrà deliberato sulle questioni che si riferiscono alle piccole realtà della nostra guerra e alle piccole costruzioni del nostro confine di terra e di mare, per cui tanto dolore fu consumato e tanto sangue fu sparso. Se i « grandi principi » e le « grandi costruzioni » entreranno nei limiti delle nostre realità, non avremo ragioni di proteste, o di ironie, sul loro conto; se le offenderanno o si riveleranno incapaci a riconoscerle e comprenderle, noi consiglieremmo i nostri Delegati a farne a meno : noi, cioè, io, per la infinitesima parte che mi riguarda. Gli altri, s’intende, possono, volendo, largamente fruire della loro libertà di essere o parere idioti, e di farsi ridere alle spalle o sulla testa dalle giovani squadriglie dell’umanità traversanti in automobile o in aeroplano gli spazi terreni e celesti del dopo guerra. Oramai, tutte le ragioni in esplicazione delle nostre richieste sono state dette e illustrate. Non è bastata una lunga guerra di tre anni e mezzo, e non basta pare, una lunghissima storia di tremila anni e più — quanti anni invano trascorsi, dal giorno che la Lupa offrì le sue mammelle alla nutrizione della bestia umana per renderla atta alla civiltà! — a convincere i giudici della Pace del nostro diritto e del diritto delle genti italiane — 270 —