- 57 — oroce azzurra in campo bianco. Ma quale non fu la sorpresa e il dolore di quegl’infelici, appena toccato il suolo albanese, allorché si accorsero d’essere stati ingannati e traditi, non avendo trovato ivi alcuno che non li avesse ricevuti come nemici ed invasori stranieri ? L’inconsapevolezza di quei valorosi illusi, vittime già designate indarno a fecondare col loro sangue la delirante utopia panellenica, fece si che a quei popoli, con grave detrimento del buon nome italiano, la gloriosa camicia rossa, per la vrima volta, apparisse come alleata di chi, per irrefrenata avidità di dominio, non rifuggiva dall’attentare ai sacri diritti nazionali degli altri. Sbaragliati a Licursi, da quegli stessi che, in buona fede, aveano ritenuti Greci ed ai quali avean creduto di recare un valido ed atteso aiuto, per la conquista della libertà, nel nome della madrepatria, anzicchè della nemica giurata, poterono, appena in parte, riparare affranti e disillusi a Corfù, gettando, come ingiustamente scrisse qualcuno di loro, uno sguardo di odio e di vendetta sulle nere masse delle montagne albanesi che cupe innalzavansi al-1’ orizzonte. Osserviamo qui col Brunialti essere un fatto notato da quanti sono stati in Epiro, da Pouqueville a De Gubernatis, che moltissimi di quegli abitanti, i quali nei loro rapporti con i forestieri parlano la lingua greco-moderna, fra loro si servono esclusivamente dell’albanese. « Per coloro che traggono le statistiche dai registri dello stato civile, tenuto, come si sa, da preti greci, per i quali non esistono Albanesi, costoro sono tutti greci. Ma chi vuol conoscere a fondo la questione, deve tener conto di tutti gli elementi e non solo della lingua. » In base a tali fatti e forte di altre considerazioni di simil genere, la Porta, in occasione delle Conferenze di Prevesa, mandò ivi, come suoi plenipotenziari, Muktar pascià, noto per le sue simpatie riguardo agli Albanesi, e Abbedin bey, che, alla sua volta, era albanese. Costoro evidentemente avrebbero fatto di tutto per organizzare la resistenza del popolo contro le pretenziom elleniche ; in vero, più di centocinquanta capi della bassa Albania, fra i quali Mu-stafà pascià di Vallona era il più ragguardevole, accorsero a Prevesa, e in casa di Abbedin bey, tennero varie riunioni, nelle quali si stabilirono le misure da prendersi, in caso che la Porta fosse costretta a cedere il basso Epiro. Furono distribuite armi a retrocarica in grande quantità agli abitanti, che tosto assunsero aspetto di minaccia ; quando nel giornale ufficiale di Janina apparve un comunicato, in cui si diceva che 1’ art. 24 del Trattato di Berlino aveva subite delle modificazioni, sulle quali si sarebbero intrapresi i negoziati con la Grecia, Il giorno 9 luglio fu mandato alle sei grandi Potenze questa dichiarazione : 8