— 524 — stesso discorso del trono, che pure aveva constatato uu soddisfacente procedere delle riforme, ma anche con i sentimenti della nazione ungherese. Il conte Goluchowski rispose subito che egli era d’accordo nel credere necessario il rispetto per l’integrità della Turchia e 11011 desiderabile una politica di espansione, la quale non potrebbe essere che una politica di avventure; ma non nascose i suoi timori per le conseguenze che potrebbero nascere, ove mai, al più presto possibile, non entrasse in effetto ciò che a Mürzsteg si era stabilito di fare, anche perché in parecchi stati europei eransi espressi dei giudizi miranti a chiedere un intervento più attivo, quando si fosse dimostrata 1’ incorreggibilità della Turchia e quindi il bisog’no d’introdurre in atto un programma più ampio. L’importante sarebbe di sapere, osservava il Mattino di Napoli, se l’Austria-Ungheria e la Russia, di cui si affermò sempre che agiscono per incarico 0 ratifica di tutte le grandi potenze, abbiano pensato alla probabilità che il programma di Mürzsteg1, sul quale si confida tanto per la pace dei Ballcaui connessa all’ integrità della Turchia, non possa effettuarsi pienamente e sinceramente. L’Austria-Ungheria e la Russia, sempre per incarico 0 per ratifica delle potenze, assisteranno inerti alla conflagrazione? Pare e dev’ essere di no. Infatti un commento che, dato il carattere del giornale, deve ritenersi quasi autentico, quello del Pester Lloycl, dice che il conte Goluchowski « parlò della questione d’ Oriente da un doppio punto di vista : dell’ attualità immediata e della prospettiva storica ; » e soggiunge : « sotto il primo egli rappresenta in piena coscienza l'idea conservatrice che si sforza di mantenere ciò che esiste ». Ma sotto il secondo? « Il conte Goluchowski attraversa con lo sguardo anche la evoluzione del processo storico , non crede che questo processo possa arrestarsi, e dichiara senza sottintesi che la questione orientale va incontro ad una soluzione che non si può evitare, ma soltanto ritardare ». « E di qui si accentua l’interesse nel commento quasi autentico del Pester Lloyd : « certo , noi desideriamo sinceramente e senza secondi fini che la sovranità della Porta si consolidi entro gli attuali coufini. Ma se questo non avesse a dipendere dalla nostra volontà e dal nostro potere, e la Turchia avesse a possedere a questo scopo forse il potere, ma non la volontà, sarebbe dedizione criminosa da parte della monarchia 1’ ostinarsi in una sola visione, che può essere rapidamente superata dal procedere della viva realtà ». « A queste allusioni, che paiono riattaccarsi ad alcuni « dentro le righe » o « fra le righe » dell 'exposé ministeriale, pensano alcuni di colleg'are anche il concetto della « cura speciale [besondere Fiirsorge) che il conte Goluchowski promise per il vilayet di Kos-sovo. L ha promessa—non ostante che il programma di Mürzsteg non contenga parola in proposito — perchè ivi la mistura delle