di un metro. Corazza era una copertura aderente al corpo di lamiera di ferro acciaiato che copriva il petto, i fianchi e la schiena del combattente. Il corsaletto secondo quanto mi scrive il Generale Merli Miglietti Direttore della Reale Armeria di Torino, consisteva nel corpo della corazza che ha petto e schiena senza piega, con unita la pancetta intera formata di lama fino a mezza coscia e con il suo braccialetto intero. Esso si portava spesso sotto il giubbone. (9) Nelle navigazioni ordinarie il palamento era diviso in tre quartieri ed i vogatori vogavano per quartiere ovverosia un terzo alla volta mentre gli altri due terzi si riposavano. I quartieri erano detti : di prora, del centro e di poppa. In casi speciali vogavano due quartieri alla volta ed eccezionalmente nelle entrate e uscite dai porti, nel prender posto in formazione e nel muovere all’attacco tutti i quartieri si facevano vogare insieme. (10) L’oncia grossa veneziana pesava gr. 39,8 circa. La razione di pane quindi era di gr. 675 circa. (11) La lira veneta come moneta divisionale d’argento fu cominciata ad usare sotto il dogado di Nicolò Tron (1471-1473). Essa pesava gr. 6,38; aveva quindi il valore in moneta attuale di lire oro 2,10 circa. (12) Il ducato d’oro è stata la moneta tipica veneziana che cominciò a essere coniata nel secolo xm. Al principio del secolo xvi cominciò a chiamarsi zecchino. Aveva un peso di gr. 3,5 ed era composto di metallo quasi puro. Il suo valore commerciale odierno corrisponde quindi circa a lire oro 12,85. Più tardi sotto il dogado di Girolamo Priuli (1559-1567) cominciò ad usarsi anche il ducato di argento di gr. 32,85 che aveva quindi un valore in moneta del giorno di lire oro 10,50 circa. (13) Cimeriotti si chiamavano gli abitanti della Acroceraunia e di Cimara. Uscocchi si chiamavano gli abitanti della vallata della Narenta. Di queste due regioni erano originarii quasi tutti i pirati che infestavano l’Adriatico. *