tosto che siano privati d’alcun membro rimanendo disperati et inutili. Senza che in questo modo viensi a purgar le città dei ladri et da altri malvagi che l’offendono et corrompono i buoni costumi, et questi tali in tanto oltre che porgono utile a noi divengono quasi per forza buoni. Perciochè, è loro severamente vietato il bestemmiare, il giocare, il rubbare, il lussuriare, le crapule, et gli altri vidi se alcuno ve ne resta. Introducendosi a poco a poco la virtù et la devotione che essi sono astretti ad osservare nella galea et appresso si fa apprender loro dell’arti più necessarie a vivere a scelta et elettione di quelli, in modo che poi liberati di servitù possono sostenere la vita loro, oltre a ciò divengono tutti espertissimi delle cose navali. Onde si può concludere che così fatta opera grata a Iddio, commoda ai Principi et utile a loro stessi non può se non essere infinitamente utile. Ma ecco che hoggi mai mi sento essere pervenuto al fine della mia fatica. Nel che se io non ho serbato quell’ordine nè ragionato con quell’eloquenza che si conveniva et alla qualità del soggetto et alla dottrina et valore di chi si è degnato di ascoltarmi, io so che voi pienamente m’escusarete sapendo la professione mia essere come già vi ho detto più di operare che di parlare et che non sui libri a diporto studiando ho appreso questa militia, ma sopra Tonde navigando et sudando. Ben mi dò a creder di non haver lasciato adietro cosa alcuna che a fornirla di galeotti et armarla di soldati appartenga ad una buona galea. Non cercarete dunque i lisci et gli ornamenti delle parole dove esse non vi hanno luogo et poi eh’ io v’ ho parlato della qualità dei galeotti eleggendo i migliori, della condizione dei marinari, del numero et ordine dei soldati, delle loro guardie, di sorti dell’armi che più comode et utili a diversi giudico, della differenza che è dalle galee sforzate alle libere, della diversità del vivere che si trova in tutte le armate et in qual modo vorrei che si tenesse nella mia galea, poi dico che di tutto questo v’ho detto (per quanto io mi credo a bastanza haver ragionato) con vostra licenza farò qui termine a questo mio ragionamento. [ 175 1