Comandante in Capo della Lega fu nominato Andrea Doria, mentre le navi Pontificie furono poste sotto gli ordini di Marco Gri-mani Patriarca di Aquileia. Nella primavera Solimano in persona partì da Costantinopoli alla testa di un esercito imponente con il quale si diresse in Albania collo scopo di attraversare l’Adriatico ed occupare la Puglia e Hai-redin Barbarossa alla testa di un’armata di 120 unità entrò in Arcipelago conquistando tutte le isole che Venezia vi possedeva e passando quindi sulle coste di Candia cercò inutilmente di occuparvi qualche piazza. La flotta poi si ridusse a Negroponte dopo di aver posto l’assedio a Napoli di Romania e Malvasia che furono però soccorse da galere del Cappello in modo che l’assedio fu abbandonato. La flotta Veneziana nel frattempo era rimasta a Corfù attendendo di essere raggiunta dagli alleati prima di iniziare la campagna. Finalmente alla fine di luglio giunsero a Corfù le galere pontificie di Marco Grimani e poco dopo il Vice Re di Sicilia Ferrante Gonzaga con una parte delle galere imperiali, giacché il Doria si era fermato a Messina con le sue 50 galere per attendere 3000 fanti spagnoli che dovevano completare gli equipaggi. All’arrivo degli alleati si riunì a Corfù la consulta e, contro il parere del Cappello che voleva senz’altro recarsi in Arcipelago, venne deciso di attendere in quelle acque l’arrivo del Doria giacché il Gonzaga riteneva imprudente venire in quelle condizioni a combattimento colla flotta del Barbarossa che era superiore alle forze alleate che si trovavano a Corfù. Il Patriarca Grimani desideroso di compiere qualche azione guerresca decise di tentare colle sue navi l’occupazione di Prevesa (tav. I) che riteneva scarsamente difesa, ma l’impresa non riuscì sebbene il Grimani stesso fosse sceso a terra per assalire il Castello alla testa delle truppe. Le navi pontificie tornarono quindi a Corfù. [16]