amano i buoni incomincierò da qui avanti da questo testimonio a tenermi buono ancor io, ma non so in qual altra cosa sia stata a Mr. Girolamo, contraria la fortuna fuorché in averlo tolto troppo per tempo di vita. Se la fortuna, (aggiunse il Canale) agli animosi fatti d’alcuno si dimostrò in alcun tempo nemica, ella senz’alcun dubbio in tutte le attioni del mio Canale nemicissima apparve. Ma seguitando le parole del Cornaro che il Cielo fu sempre scarso in produr gli huomini eccellenti, habbiamo in anzi l’esempio di ciascuna età che noi non dobbiamo al presente dolerci della nostra. Perciocché se alle historie dei tempi andati si riguarda, non si partendo dai Romani, noi troveremo nel principio de i Re non più per avventura che un Oratio, et infine un Brutto et un Mutio poi seguitando per molti anni un Camillo, un Torquato et un Papirio ci si dimostra innanzi, acciochè io taccia di Romolo fabbricator di Roma. Ma poiché gli esempi degli antichi a ciascuno di voi meglio che a me sono noti, restringendo le molte in poche parole, di tutti i più rari et singolari huomini che furono in quei secoli nei quali la Romana Repubblica signoreggiava all’altre, tre soli ne sceglieremo Scipione, Cesare et Pompeo. Nell’età dei nostri padri et avi trovaremo un Attendolo, un Piccinino et un Francesco Sforza che senza dubbio per molti anni hanno per un certo modo dominata Italia. Venendone poi ai nostri dì levatone un Marchese di Pescara et un Francesco Maria della Rovere duca di Urbino, et di quelli che fioriscono tuttavia un Marchese del Vasto et un Antonio da Leva et un Principe Doria non so per avventura qual altro segnalato Capitano addurre potremo. Conchiudo dunque che gli huomini eccellenti furono rari et pochi per ciascun secolo. Disse allora sorridendo il Cornaro: Voi avete molto ristretta l’eccellenza militare di tanti secoli poiché avete fatta menzione di così pochi, massimamente parlando dei Romani, li quali hanno dato abbondevole materia a tutti gli scrittori di scrivere et for- [38]