1515 " novembre. Per le feste in onore della andata a Firenze di Papa Leone X, oltre a varii disegni e sculture ed archi trionfali, prepara insieme al suo amico il pittore Andrea del Sarto, una facciata provvisoria in legno e stucco per santa Maria del Fiore, e un grande gruppo di un cavallo e di un gigante, posto, in quell’occasione, nel mezzo della Piazza di santa Maria Novella. 1516. Da Papa Leone X il Sansovino è invitato a preparare un modello per la facciata di san Lorenzo, la chiesa medicea fiorentina : per tale incarico il Sansovino si trovò in gara con vari altri maestri, fra cui Michelangelo, col quale sperò almeno di poter collaborare nella decorazione scultoria : ne derivò una spiacevole lite fra i due artisti. IL PERIODO ROMANO. 1518. Il Sansovino ritorna a Roma: quivi, nel 1521, gli nasce il figlio Francesco tenuto al fonte battesimale dal Cardinal Gian Maria Dal Monte, di poi Papa, col nome di Giulio III. È Francesco Sansovino il noto letterato, uno dei più fecondi poligrafi italiani del ’500, l’autore del volume « Venetia città nobilissima et singolare », fonte importante di notizie storico-artistiche, edita a Venezia nel 1581 e di poi ripubblicata una prima volta nel 1604 «... corretta emendata et più di un terzo di cose ampliata ...» dal canonico Giovanni Stringa, e più tardi, nel 1664, «... ampliata et accresciuta » da D. Giustiniano Martinioni. 1518-1527. Fra queste date è compreso il periodo, pressoché ininterrotto, di soggiorno romano del Sansovino. Fra le principali opere di scultura che gli sono generalmente assegnate in questi dieci anni di operosità romana sono da ricordare : la monumentale « Madonna, detta del Parlo » in Sant’Agostino, ordinatagli circa il 1521 dal fiorentino Giovanni Francesco Martelli; la grande statua marmorea di « San Giacomo », eseguita per la Cappella funebre del Cardinale spagnuolo !9