GENNAIO 33 Il « Rito di Spada » si svolge a Cividale nello storico Duomo di Tulio Lombardo, la notte dell’Epifania e cioè il 5 Gennaio. Scendono dai nevai del Monte Nero, giù per la valle del Natisone, policrome folle di pastori e di contadini, ad assistere alla Messa dello « Spadone » per rinnovare il rito del guerriero e Patriarca Marquado. Nel Duomo di Tulio Lombardo si può dire che c’è tutto l’Alto Friuli ad ascoltare le musiche che vengono giù dall’alloggiato dell’organo a piena orchestra e a piene voci e ad aspettare che dalla Sacrestia venga fuori, seguito da tutto il clero, il Diacono che, una volta all’anno, per questo giorno dell’Epifania, offìcierà con l’Elmo e con la Spada, unico sacerdote al mondo che ancora ripeta i gesti di un rito antichissimo, quando i vescovi erano anche guerrieri e l’accordo tra Spada e Croce non era soltanto una frase politica. Tutto quello che resta di un Patriarcato gloriosissimo, quello di Aquileja, da cui nacque più tardi la gloria di Venezia, tutto quello che ancora ne parla al mondo, dall’altare di un piccolo paese friulano, è in questa Spada, in questo Elmo e nel canto religioso, sugli antichi motivi degli antifonari di Aquileja, che risuonò dalla Livenza alla Sava, un tempo, voce di cristianità contro i barbari; e che, oggi, risuona, soltanto una volta all’anno, nella Chiesa di Cividale, ultima custode del Rito. Sono già mille e trecento anni che a Cividale si canta così e si benedice il popolo con la Spada. Non si può negare l’aristocrazia di questo gesto e di questo canto. La Spada e l’Elmo, anche quando non ci fu più bisogno di adoperarli, rimasero il simbolo preciso del potere temporale dei Patriar- 3