APRILE 105 L’origine del culto di questo Santo è molto antico: bisogna risalire al 1087, quando il benedettino abate Elia ebbe in consegna da 47 marinai le ossa di San Nicola già venerato nella Chiesa Orientale. I festeggiamenti s’iniziano il 28 Aprile e terminano il 10 maggio cominciando con le funzioni del novenario e la predicazione per finir poi con le processioni di popolo, i corsi di fiori, i rumorosi fuochi d’artificio, le sfarzose illuminazioni pubbliche e private, i concerti di numerosi corpi musicali, le movimentate gare sportive. Tutto ciò si compie col concorso di immense folle di popolo, formate dai cittadini dell’antico abitato e quelli del nuovo borgo, con le aggiunte delle ampie correnti di pellegrinaggi che discendono da ogni paese vicino o lontano, a ripetere i fastosi pellegrinaggi delle genti di Grecia, di Bulgaria, di Francia, d’Austria, Germania e perfino dalla lontana Inghilterra. La leggenda vuole che dalle ossa del Santo scaturisca quella « Santa Manna » prodigio dell’Arca che si compie senza alcuna azione dell’ambiente esterno, la quale Arca contiene la venerata spoglia. Così che non vi è famiglia barese che non conservi in casa un’ampolla contenente il Sacro liquore, a cui si ricorre quando si ha bisogno di ottenere « sollievo e salute ». La mattina dell’8 maggio la statua di San Nicola esce dalla Basilica insigne, per la grande processione in città. Una lunga fila di pellegrini l’accompagna elevando canti e recitando litanie con fervore impressionante. La statua si porta al molo di Posillipo per essere trasbordata su due bilancelle parate a festa, e quindi viene avviata verso una piccola spiaggia vicina. Il popolo schierato sulla riva assiste al magnifico spettacolo, con l’anima vi-