BAL — 35 - BAN mare un’imbarcazione a remi che inseguiva la preda e la colpiva con la fiocina. L’imbarcazione era lunga e stretta, con la poppa e la prora aventi quasi la stessa forma sottilissima, ed era pure denominata « baleniera ». Le marine militari hanno da lungo tempo adottato questa elegantissima forma di scafo per le imbarcazioni a remi destinate all’uso personale dei Comandanti e degli Ammiragli : nella Marina Militare italiana tali imbarcazioni sono designate col nome di « baleniera >. Prua e poppa aguzze, sei od otto banchi, ed un sol remo per ogni banco. Naturalmente questi palischermi sono attrezzati con una certa ricercatezza. Essi vengono usati anche dagli Ufficiali che si recano a far le visite di dovere ad autorità navali estere o nazionali. Vedi « Voga di punta ». BALESTRA. — Negli scali di costruzione, si chiamano balestre, delle potenti leve che servono a dare la prima spinta alla nave che si deve varare. Esse fanno fulcro su colonne fissate nel suolo e con un’estremità premono sulla invasatura della nave. Sull’altra estremità agiscono i paranchi che devono muoverle. Vedi «varo», «invasatura ». BALIPEDIO. — Si dà questo nome ai campi di tiro opportunamente preparati per compiervi le esperienze di tiro con le artiglierie, e determinare tutti i dati necessari per l’impiego pratico di quelle (velocità dei proietti, gittate, ecc.). Nei balipedi si compilano le tavole di tiro. Vedi « tavola ». 11 principale balipedio della Marina Militare italiana è a Viareggio. BALISTICA. — La scienza che studia il I movimento dei proietti delle armi da fuoco. Si suddivide in due parti : Balistica interna - che studia il moto dei proietti nelle anime delle bocche j da fuoco, durante l’intervallo brevissimo compreso tra l’accensione della carica di lancio e l’uscita del proietto dalla bocca dell’arma. Balistica esterna - che studia il moto dei proietti dopo l’uscita dalle bocche delle armi. Tale studio lia l’obiettivo pratico di determinare tutti gli elementi necessari per l’esecuzione del tiro con le artiglierie. Dobbiamo rammentare che noi Italiani abbiamo il primato nella scienza balistica. I primi rudimenti si debbono al bresciano Niccolo’ Tartaglia (1537); la prima enunciazione matematicamente precisa della forma delle traiettorie si deve a Galileo Galilei (1632) ; infine la risoluzione completa dei problemi del tiro è stata data nel 1880 dall’Ufficiale di Artiglieria Francesco Siacci il cui metodo, universalmente adottato, ottenne al suo apparire un successo pari a quello riportato ai suoi tempi da Galileo. BALZO. — Ponticello pensile, fatto con una tavola sospesa per le sue estremità a due corde. È usato dai marinai e dalle maestranze per i lavori di pulizia, pitturazione e riparazione, lungo gli alberi delle navi e sulla superficie esterna degli scafi ( « fuoribordo » ). BANCHINA. - N ei luoghi d’approdo e nei porti, prendono questo nome quei tratti del lido e dei moli che, con acconce opere njurarie, sono stati regolarizzati e resi idonei all’attraccaggio dei galleggianti per lo sbarco e l’imbarco delle persone e delle merci. BANCHISA. — Si dà questo nome ai campi di ghiaccio pianeggianti che si formano nei Mari Artico ed Antartico, per la congelazione dell’acqua marina. Sono di estensione variabile fino a centinaia di chilometri. Lo spessore del ghiaccio può raggiungere i tre metri, talora anche più nella banchisa aderente alla terra (voce d’origine francese : « banquise »). BANCO. — Nelle imbarcazioni a remi, ciascuna delle tavole trasversali dove siedono i vogatori. Nelle macchine motrici marine, si chiama pure con questa voce la piastra di fondazione (vedi « piastra »).