VET — 391 — VIR VETTA DI UN PARANCO. — Lo stesso che tirante di un paranco. Vedi «tirante ». VETTÓRE — Questa voce è la designazione generica di chiunque (persona od ente) esegua il trasporto di merci o passeggieri per terra o per mare ; ma è più frequentemente usata per indicare le imprese che riuniscono od accaparrano emigranti, e vendono loro i biglietti di viaggio. Per far ciò occorre ottenere la Patente di vettore di emigrazione, dal Ministero degli Esteri, il quale la concede principalmente alle Compagnie o Società di Navigazione, ed agli Armatori o Noleggiatori che dispongono di navi rispondenti a condizioni di sicurezza e d’igiene rigorosamente stabilite. VEZZO. — Nella Marina Mercantile veliera, molti chiamano vezzo di un al-beretto la parte estrema di quest’ultimo, al disopra dell’ultimo incappel-laggio. VIA Via ! o Alla via ! Ordine che si dà al timoniere, mentre la nave ha un movimento ango'are, affinché fermi la prua nella direzione che ha in quell’istante e prosegua dritto. Questo dicesi far via. La voce via è usata pure per designare la direzione di una corda o di una catena in tensione, nell’altro significato della espressione far via (vedi « fare »). Via d’acqua. - Lo stesso che falla. VINCI. — Vedi « verricello ». VÌPERA. — Imbarcazione a remi in uso nella Laguna Veneta, lunga, sottde, con prua e poppa basse e terminanti a punta. VIRADORE. — Congegno ad ingranaggio che serve per muovere a mano una macchina motrice marina. Nel passato, quando per l’ormeggio delle navi sulle loro ancore non si usavano le catene, ma quelle grosse corde chiamate gomene, si dava il nome di virado re ad una corda ausiliaria che si adoperava per salpare l’ancora. Poiché la gomena per la sua grossezza non poteva essere avvolta all’argano, si usava legarla al viradore che a sua volta veniva passato intorno all’argano e tirato a mezzo di questo. Una nave che oggi avesse affondata una ancora di speranza con una gomena, troverebbe vantaggioso l’uso del viradore nel salparla. VIRARE - VIRAMENTO Virare di bordo - viramento di bordo. - La manovra che fa un veliero quando nell’« andatura di bolina » vuol girare in guisa da ricevere il vento dal lato opposto, e dirigere la prua in una direzione simmetrica all’attuale rispetto alla direzione del vento. L’andatura di bolina è quella in cui un bastimento a vela stringe il vento, cioè dirige in una direzione che fa il minore angolo possibile con la direzione di quest’ultimo. Tale angolo è di circa sessantasette gradi per i velieri a vele quadre, e di quarantacinque gradi circa per i bastimenti a vele di taglio. Lo scopo dei viramento di bordo è sempre quello di portare il veliero a stringere il vento dal lato opposto, e cioè la prora in una direzione che faccia con l’attuale un angolo la cui ampiezza è il doppio di 67 gradi (134), se il veliero è a vele quadre, il doppio di 45 gradi (90) se il bastimento è a vele di taglio. Considerando uno qualunque dei due casi, e precisamente quello di un veliero a vele quadre, il fine si può raggiungere in due modi : Io Compiere il movimento angolare di 134 gradi, cioè avvicinare la prora alla direzione del vento (orzare), e togliere il vento alle vele, fino a ricevere il vento dritto in prua ; e poi allontanare la prua dalla direzione del vento (poggiare) fino a far nuovamente gonfiare le vele dopo averle disposte nella posizione contraria a quella che esse avevano precedentemente. Questa