TOC - 367 — TON dev’essere regolato in modo da farne avvenire lo scoppio al di là del bersaglio, in guisa che questo si delinei sullo sfondo luminoso creato dalla accensione ded’artifìzio contenuto nel proiettile. Pertanto occorre che i proietti illuminanti vadano in alto, e cioè che i cannoni con cui si lanciano siano posti in grande elevazione. Si tratta quindi di un tiro curvo, e perciò la Marina Militare si propone di adottare degli obici (« bocche da fuoco corte pel tiro curvo ») che verrebbero destinati esclusivamente al tiro illuminante, consentendo così di non distogliere alcun cannone navale dal tiro di combattimento. Il tiro illuminante sostituisce vantaggiosamente l’uso dei proiettori elettrici, che presentano l'inconveniente di svelare la posizione della nave che li usa. TOCCARE — Strisciare con la chiglia sul fondo del mare quando si naviga su bassifondi. Toccare un porto. — Entrare in esso. TOLDA. — Antica voce italiana che designava il ponte principale delle navi, la coperta. Oggi non è più usata dai marinai « che navigano », ai cui orecchi suona quasi come voce straniera ; e perciò non dovrebbero adoperarla nemmeno i giornalisti e i letterati quando scrivono di cose di mare. TOMARE Tornare l’antenna o il carro. - Immediatamente dopo un « viramento di bordo », oppure dopo un « salto di vento », nei velieri a vele latine o a terzo, le antenne e le pennole vengono a trovarsi dalla parte di sopravvento rispetto agli alberi ; con la locuzione « tornare l’antenna o il carro » si esprime l’atto di far passare ciascuna antenna o pennola nella sua posizione normale cioè sottovento al rispettivo albero. Vedi «carro». TÓMBOLO. — Particolarmente sulla co- sta toscana, si dà questo nome ai mon-ticelli di sabbia che il mare forma suNe spiagge. TONNARA. — Si dà questo nome a degli impianti pescherecci che si pongono in esercizio nelle epoche del passo dei tonni in località determinate, dove per lunga esperienza si sa che quei pesci abitualmente passano. Vedi «pesca del tonno ». Diamo con la fig. 83 la prospettiva schematica della metà principale di una tonnara, e con la fìg. 84 la pianta totale. La tonnara è un aggregato di camere subacquee fatte con reti. Il numero di queste camere può essere da due a nove, secondo l’importanza dell’impianto ; esse sono alte da 20 a 50 metri e più, secondo la profondità del mare; e la lunghezza del complesso varia da duecento a quattrocento metri. Le reti, calate verticalmente, sono sostenute da corde e da grossi galleggianti di sughero, ormeggiate con gran numero di gomene e di ancore, e tenute ferme al fondo con pietre. L’insieme è unito alla terra mediante una rete più o meno lunga, solidamente ormeggiata, che si chiama coda, la quale ha l'ufficio di avviare le frotte dei tonni verso la bocca d’entrata della tonnara (vedi lettera h uella fig. 84). Infatti la camera adiacente alla Coda, che si chiama il Grande, ha un’apertura volta verso l’arrivo dei pesci, detta bocca o ioràtico ch’è l’unica apertura esterna della tonnara (vedi lettera e nella fìg. 84). Le varie camere sono in comunicazione tra loro per dede aperture parziali o complete che si possono chiudere mediante dei pezzi di rete. La camera estrema, dal lato opposto al Grande rispetto alla Coda, è formata da una rete che copre anche il fondo del mare ed ha maglie di circa sette centimetri di lato : è la camera della morte, la cui rete si chiama corpo. Le altre camere hanno i nomi di