FOL - 144 - FOR FOLGORO. - ( 'dii questa voce i marinai viareggini designano la fiòcina. FONDA Alla fonda. Si dice (li nave in porlo , « diga », * molo » « foranei ». FORÀTICO. — La bocca d’una tonnara. Vedi « tonnara ». FORBICI. Dispositivo in legno o metallo, solidamente fissato ad una struttura della nave, formato di due pezzi che divaricano come forbici o tanaglie aperte. Serve per legarvi corde che esercitano forti trazioni come le scotte •• le mure delle basse vele. Ve ne sono anche per legarvi le corde d’ormeggio. Diconsi pure tanaglie. FORCACCIO. — Si dà questo nome ai madieri estremi della poppa, ove, essendo le forme dello scafo molto affinate, quelli risultano foggiati a forma di "V molto acuto. Vedi « madiere ». FÓRCOLA. - I .a scalmiera in uso sulle gondole ed altre imbarcazioni della Laguna Veneta. E alta e curva, e consente di appoggiare il remo ad altezze diverse. FORE-PEAK. — Questa locuzione inglese è, a torto, molto usata nella nostra Marina mercantile per designare il «gavone di prora ». Non si deve adoperare poiché abbiamo la precisa equivalente locuzione italiana. FORMAGGETTA. - 11 pomo rotondo e piatto con cui terminano le estremità degli alberi e delle aste da bandiera. Si chiama pure « galletta ». FORMAZIONE. — Il modo di riunirsi o disporsi di un gruppo di navi, secondo una figura o schema geometrico, per la navigazione, o per l’ancoraggio, o per il combattimento. FORMOLA DI STAZZA. - Forinola algebrica in cui entrano, come termini e fattori, alcune dimensioni dello scafo e della velatura del veliero da regata. Col suo calcolo si determina un numero che rappresenta la « stazza di regata * del veliero. Vedi « stazza di regata ». FORNO. — U focolare di ogni caldaia a vapore. Vedi «altare», «graticola», « cenerario ». FORTEZZA. — Si dà questo nome ai rinforzi che si cuciono alle vele nei punti dove sono soggette a maggior sforzo o logorìo. Si chiamano anche gheroni. FORTIERA. - Tratto del fondo del mare eccessivamente duro perchè formato di scogli o pietra viva. FORTUNA. — Questa parola, che non è pili usata nel linguaggio comune nel senso di tempesta, è però adoperata nell’espressione di fortuna per indicare alcuni oggetti che si usano a bordo in