NAV - 227 - NAV al centro, lia vela latina oppure la randa e la controranda (vedi fig. 51). Sono generalmente dei navicelli, i velieri che eseguono il trasporto dei marmi di Carrara. NAVIGABILITÀ. — Per ogni bastimento si dà questo nomo al complesso dei requisiti necessari alla navigazione : galleggiabilità, stabilità, buono stato di conservazione dello scafo, dell’alberatura e dell’apparato motore ed accessori, buone condizioni di sicurezza nella sistemazione del carico. Per le navi mercantili la navigabilità è accertata niediante le visite periodiche e straordinarie fatte dai rappresentanti dei Registri Navali a cui le navi sono inscritte o da periti delegati dalle Autorità Marittime o Consolari. NAVIGARE. — Percorrere il mare su di un galleggiante. Navigare sui bordi. - Lo stesso che bordeggiare. Navigare nella scia. - Con la propria nave seguire da presso un altro bastimento, navigando nelle acque da questo solcate. Figuratamente questa espressione si usa nel senso di adattare, conformare le proprie azioni a quelle di altra persona. Navigare necesse est. vivere non est necesse. - Bella sentenza romana, dei tempi in cui Roma era una Potenza Marittima. Noi Medio Evo fu adottata come motto (Lalla Lega Anseatica. Vedi «lega». NAVIGAZIONE. — L’atto del navigare. In relazione ai mezzi di propulsione si distinguono : La Navigazione alla vela, che, prescindendo dalia Marina ila diporto, oggi si può dire limitata a qualche nave scuola, a piccoli bastimenti da pesca, a bastimenti di piccola portata che fanno il traffico costiero o cabottaggio, ed a pochissimi grandi velieri (una quarantina in tutto il mondo), che traversano gli oceani con merci non deperibili. Tuttavia la navigazione a vela non può e non deve finire. In questi ultimi tempi, a causa degli abbaglianti progressi rapidamente raggiunti nella propulsione meccanica, si è esagerato nello svalutare i servigi che possono rendere i velieri. Ma se si considerano, dii un lato il regime dei venti nel Mediterraneo, le qualità nautiche dei nostri velieri e labilità dei nostri marinai, e dall'altro lato si osa* minano le modalità del traffico ferroviario costiero e dei trasporti costieri con i piroscafi, si deduce che risulterebbe assai vantaggioso estendere maggiormente l’impiego dei velieri nel cabotaggio lungo le coste d’Italia. E sarebbe tanto danaro in meno da mandare all'estero per l’acquisto dei combustibili 1 Gli Italiani dovrebbero rivolgere un pensiero di gratitudine ai marinai delia vela. È la buona gente littoranea della Penisola e delle Isole, sobria od onesta, che por dei noli irrisori compie le più dure fatiche, fa risparmiare dell’oro alla Nazione, e mantiene viva la tradizione marinara. I bastimenti su cui naviga sono quelli di cui diamo i tipi con le figure dal il. 36 al n. 51. Ed a questo riguardo, dobbiamo avvertire che tali attrezzature sono i modelli tradizionali, ma che oggi alcune hanno subito delle modificazioni. Si può asserire per esempio cho la vela latina la cui lunga antenna ò di maneggio disagevole e faticoso, ò in uso soltanto sulle barche come la tartana e la bilancella, o che sui velieri più grandi è stata sostituita dalla randa e dalla vela a terzo. Vedi * bordeggiare », « vela », « vento ». i La Navigazione a propulsione meccanica. ossia con navi aventi macchine motrici a vapore ed a combustione interna. Oggi è quella (li uso generale per tutti gli scopi, pacifici e di guerra. Non essendo soggette al vento, le navi a propulsione meccanica vanno dove vogliono, e soltanto i fortunali possono costringerle a deviare dalla rotta prestabilita e prendere l’andatura di