milizie, s incalzale immantinente l’i-nimico. Ubbidì il Corbaro; s’avanzò quella fquadracongrandiffima furia all’attacco, c s’appiccò la battaglia . Bench’ei in quell' ora appunto s’at-trovaife in fui bolior del paroififmo febbrile, udendo lo ilrepito del conflitto, e patendogli, che i fuoi combattettero vigorofamente , non potè più tollerare di ilari! fpettatore, e di non aver parte nella fperata vittoria. Comandò a que’, che gli erano intorno , che immediate ti falpaffe anche con la Capitana, ed altre fei galee di conferva; levò dal letto , che appenaiìpoteareggere, e trovatoti con la Capitana per forza di vento fecondo, a tiro di freccia con l’inimico, fattoti portar dal piciole fopra pupa alla feoperta, volle con gli occhi propri veder l’etito del conflitto, ed animar con l’efempio le genti . E ciò tanto più, quantocchè vedea farti più macello delle ciurme della fua , che di quelle delle altre galee , eh’ eran meno efpofle . E quindi non ponendo mente al languore , che ogn’ ora più gli ti aumentava, sforzavati d’in-coraggire i fuoi , menando anch’egli per 353 per l’abitudine fatta, le mani, come foife flato fano, ed. era già il vantaggio dalla fu a parte ; quando foprav-venuta la notte , il Corbaro , che fi era lafciate addietro molte galee, che poteano accelerar la vittoria, fu ucci-fo, ed. il Maruffo col beneficio delle tenebre , prefa la fuga , fi fottraffe dalla rotta. Vettore l’infeguì buona pezza in mare, ma fmarrito di vifla, tanto fu il dolore, che concepì di non averlo potuto raggiugnere , che congiunto all’eiferti efpoflo al combattimento , e agli umidi vapori della notte, già languido, e abbattuto, ne ricevè grande incremento la malattia , e fattati la febbre del carattere delle acute ed. il male di confeguenza, fu trasferito a Manfredonia per curarlo in caia del •fComandante di quel luogo eh’ era già fuo amico, e compadre, chiamato Guido da Fojan ; ed ivi non vi fu medicina, ed attenta cura, che non ti adoperaile per ritornare in falute sì chiaro Capitano. La fera del fuo arrivo , fece fcrivere una lunga lettera al Senato con la relazione di quanto Z avea