MAR — 203 - MAR Stato, estendendosi ad una distanza tale dalle coste, da poterne essere agevolmente dominata. Kssa costituisce quasi un accessorio del suolo, ed è sottoposta alla proprietà ed alla giurisdizione dello Stato a cui aderisce. Il suo limite interno è, secondo l’opinione più comune, il limite estremo della terra nella bassa marea. 11 suo limite verso l’alto mare, cioè quella che si chiama linea di rispetto, è stato però sempre oggetto di vive controversie. Il criterio più fondato è quello, già sostenuto fin dal 1700, che la potestà della terra si estenda fin dove può estendersi la potenza delle armi e cioè dove giunge il tiro del massimo cannone costiero. Ma poiché tale criterio è indeterminato e variabile, come è mutevole la portata dei cannoni, le varie legislazioni hanno voluto adottare un criterio più fisso e preciso. Però non hanno raggiunto la desiderabile unità di vedute, e mentre alcune dànno al mare territoriale l’estensione di tre miglia marine (l’Inghilterra per esempio), in altre troviamo la misura di quattro, di cinque, di sei miglia, ed anche un’estensione superiore a que-st’ultima. Lo Stato italiano, per quanto riguarda gli effetti della guerra e della neutralità, ha adottato la misura di sei miglia marine (m. 11.112) (R. Decreto 6 agosto 1914); ed agli effetti della sorveglianza doganale considera come mare territoriale la zona di mare compresa entro dieci miglia (m. 18.520) (fai lido (legge doganale 1912). MARÈA. — Il movimento periodico delle acque del mare, il cui livello si alza e si abbassa alternativamente quattro volte al giorno. È prodotto dalle attrazioni della Luna e del Sole, combinate col moto di rotazione della Terra. La marèa è più forte quando la Luna è più vicina alla Terra ed alle epoche del Novilunio e del Plenilunio, cioè quando il Sole e la Luna sono in congiunzione ed in opposizione, perché allora le attrazioni dei due astri si sommano (Marèa delle Sizigie). La marèa è invece minima nelle epoche del primo e dell’ultimo quarto della lunazione (Marèa delle Quadrature). L’alzarsi delle acque dicesi Flusso o Marèa montante « crescente. Quando le acque hanno raggiunto il massimo livello esse restano stazionarie per un breve periodo di tempo oh’è quello dell'Alta marea. L’abbassarsi delle acque si chiama Riflusso o Marea discendente o decrescente. Raggiunto il minimo livello le acque rimangono qualche momento in riposo : è il tempo della Bassa marèa. L’intervallo tra il flusso ed il riflusso dicesi Marèa stanca. Il fenomeno della marèa è più sensibile nei luoghi dove il mare «’interna tra le terre a formare profonde insenature. nelle lagune, negli estuarii e canali. Le Correnti di marèa sono quelle che si producono nelle immediate vicinanze dei luoghi dove si verificano delle forti marèe, ed in diretta conseguenza di queste ultime. Le acque del mare fluiscono alternativamente in direzioni opposte seguendo le fasi del flusso e del riflusso. I naviganti debbono saper predire mediante appositi calcoli le ore dell’alta e della bassa marèa, la cui conoscenza è indispensabile quando si debba entrare in quei luoghi d’ancoraggio dove il fenomeno è sensibile : sia per dedurne l’esatta profondità del mare nelle vie d’accesso all’ancoraggio, sia per conoscere la direzione della corrente ed avvalersene noi modo più opportuno per la manovra della nave. Poiché in un dato luogo ed in ogni giorno, la massima attrazione lunare si verifica quando la Luna è alla minima distanza dal luogo, cioè quando l’astro passa pel meridiano locale, gli