183 ' MDXXXI, NOVEMBRE. 186 di Spagna, di 14 dii pasalo, da la imperatrice, di la morte dii duca del Infantalgo, dii duca di Alba e duca di Beger, in loco de li qual erano successi ne li stali, zoé nel Infantalgo uno suo fiol primogenito, in quel di Alba uno suo nepote, fiol dii primogenito che già alcuni anni morite, in quel di Beger uno fiol di una sua sorella, per non haver lui Boli, se non un bastardo, al qual ha lassato uno stato comprato, de intrada ducati 5000, et ducati 7000 in contadi, havendo dito suo padre aiteso sempre a cumular danari. E dise poi che 1’ arzive-8f* scovo di Toledo, con una molto grande et bella compagnia, erra posto a camino per venir per la via di terra a trovar Cesare, con voce che venia aziò lo facesse far Cardinal. Il Serenissimo re d’In-galterra solicitava appresso quelli di la Rota, che quel comesso venuto tamquam unus e regno non fusse admeso, come persona inhabile, et havea resi-stenlia da li oratori anglici et sperava haver reso-lution. Domino Jacomo Salviuti mi ha dilto esser avisi di Zenoa in merchadanli, come alcune nave francese armale haveano prese due nave genoese carge di mercadanlia. Lo agente de qui di la Reli-gion di Rhodi ha lelere di Malia, di 21 dii pasalo, come erano reduti li cavalieri lì per far il suo capitolo zeneral, e che nel porto di Malta era brasata una nave grossa di la Religion, vechia, qual lenivano lì con molte munition e cose neccessarie per l’armata. E dano aviso, il prior di Roma in le parie di Barbaria avea preso doe fusle de corsari e aver ruinalo alcune forteze principiate a fahricar a quele marine, dove, essendoli sopragionta una gran fortuna, ha perso una galea, salvali di quella solum li homeni scapoli e lutti li schiavi anegati. Eri fu F annual dii pontifice intrata nel novo anno. La sera inanzi et eri sera è sta fali fochi et altri segni de lelitia secondo il solito. Ozi è stà fate de 'qui in Santo Alvise le exequie di la serenissima regina madre dii re, mollo honorale, dove sono stati li reverendissimi cardinali e altri prelati di la Corte e tutti li oratori. Noto. L’oralor di Mantoa fo per aver audien-tia, ma non la potè aver, et mandò in Collegio la letera li scrive il suo signor duca da Mantoa, di 18, come quehzorno era zonto de lì con la signora sua consorte, et mandò alcuni avisi di Brexelle, di 6 di F instante. Il formento ozi è stà fato lire 9 soldi 6, il padoan, in fontego, la farina lire 11 il staro. A dì 24. Fo leto in Colegio le infrascrile lettere, videlicet, di sier Zuan Erizo capitanio di Ra- spo et dii Pasnadcgo, date a Pingiunto, a dì 15 di V instante. Come havendo inteso, turchi esser preparali per far corarie, mandò soi nontii per intender il successo, et in questa hora prima di notte, per nove ho auto, turchi luni da sera esser gioliti a Lodeniza, et quella medema notte ha hòrre 4 avanli giorno esser levati e venuti a’ la volta de Grabo-nich, e che da dila horra fin a mezozorno steteno a passar, per esser il passo streto. Et che sono da zercha 8000 persone, come si judica, et la maior parte pedoni. Et veneno sotto Grobnich, dove sono stati la notte preterita, e questa malina, eh’ è mer-core, si levorno avanti giorno da Grobnich et vanno alla volta de Ciana, et non si sa che via habbino a lenir. E da Grobnich sono slà trat.ti colpi 6 de ar-tellaria, che significha, ditti turchi cavalchar la notte, et quando cavalchano de giorno che se vedeno, tirano solum colpi 5 de arlellaria E tutto quel paese è in grandissima fuga. Dii ditto, di 17. Ozi ho auto per via di sopra coinè dila adunatone di turchi erra grosissima, a piedi et a cavalo, et hanno corso fin sopra le porle de Grobnich che non sono slà discoperti per il tempo che era caliginoso et scuro, et non fecero più progresso; ma nel ritorno pasorno sopra Bu-chari, dove incontralo fuor di la terra in gran numero di some di sale che andavano in fra terra, i qual tutti furono presi con grandissimo botino de animali et zercha 300 anime. Ho etiam che ne li boschi di la Piucha sono restati da zercha 200 mar-lelosi, qualli tengono (ulti queli de li contorni in timore. Da Brexa, dì sier Francesco Venier, pode- 85 stà, e sier Antonio Justìnian, capitanio, di 20 dì V instante. Come a dì 17 scrisseno, et mandano al presente una letera aula dal proveditor di Axo-la, et etiam hanno da Lonà, eh’ el marchexe dii Guasto dovea venir eie. Di sier Nicolò Trivixan proveditor di Axola, di 18, a li rectori di Brexa. È zolito de qui una earela di la signora Zuanne et uno servitor dii signor Federico da Bozolo; dice, eri zonsc a Bozolo do comessarii dii marchexe dii Guasto, e .dimandò al signor Cagnin alozamenlo per homeni d’arme 200 fra Bozolo, San Marlin, Rivarol, lochi soi. Il qual Signor subilo rnonlò a cavalo e andò a trovar dilto marchexe per non alozarli. Di Castel Zufrè, per uno ho mandà questa matina per saver, dice ancor lor sperar per via dii suo signor Alvixe di non alozarli le dille zenle. Non si sa per horra dove siano diferile. Da poi disnar, fo Collegio de la Signoria e Savij