137 cier ppomisse, ¡1 vin conduceva pagasse mezo da-ciò, et horra voi tutto. El qual Foscarijii dice non averli promesso cosa alcuna ; et a la fin fo conzo fra Ihoro, e pagò quel volse. Vene 1* orator dii duca de Milau, et porlo alcuni avisi de Sguizari, come si ha auto per avanti, et la copia sarano qui avanti. Vene 1’ orator dii duca di Urbin, per li danari dia aver il suo Signor da le Camere et non poi esser pagalo. Vene sier Zuan Corner fo di sier Zorzi el ca-valier procurator, dicendo voler far la segurtà di ducali 20 milia a Alvise Zanlani gastaldo di Procuratori, et. si conti con lui. Il Serenissimo li disse, di ordine di Consieri, questo non si poter acetar senza parte messa in li nostri Conseglii. 61* Fo leto una parie, fala notar per sier Francesco Contarmi savio a Terraferma, qual voi metter in Pregadi et, hessendo presa, meterla in Gran Conseio, videlicet elezer nel nostro Mazor Conscio tre nuovi Procuratori, uno per Procurala et uno per Conseio, curn tutti li modi è li altri, et morendo si fazi in locho suo, l’oficio di quali sia insieme con uno altro Proeurator di quela Procu-. ratia riveder le casse di quella Procuratia, né in altro si habbi a impazar, ut in parte. Fo letto un’altra parte: Atenlo fusse levà il datio di l’oio, credendo quello venisse a precio honesto, tamen si vede è montato a lire 10 il miro e va montando, pertanto sia preso, chi l’à I’ oio il datio sia ritornato come era prima. Veneno in Colegio sier Cabrici Venier, sier Piero Morexini, sier Zuan Contarmi, Avogadori extraordinarii di questa terra, richiedendo alla Signoria la Quarantia criminal, in le qual il Serenissimo con la Signoria se habbi a ritrovar, per un latrocinio che imporla, volendo meler di rete-nir alcuni eie. Et ìicet si dovea far ozi Conseio di X per la materia di fermenti, fo termina, diman far Conseio di X, el ozi redur le Quaranlie a petizion di prefati Avogadori. Da poi disnar, si reduse in sala di Pregadi la Quarantia Criminal, dove vene il Serenissimo et Consieri, et andò in renga sier Cabriel Venier avo-gador exlraordinario, et narrò il caso, come havea-no Irovado che un Santo di Santi, erra scrivan ai Provedadori sora la Revision di conli, condenado per la cosa di sier Polo Juslinian, et è in prexon, dovea star do anni, questo tristo mediante lui à dà di danno alla Signoria nostra da ducali .... in zercha per il quarto hanno tolto in 1’ oficio, et 138 •fa i signori e Ihoro parlidi, videlicet poi il fuogo, felino debitori in l’oficio un numero di scrivani e altri di galle sotil, et poi tolse i libri di l’Armamento di alcuni creditori vechii et notò di solo ubligadi a questi scrivani chi più e chi manco, e poi li messe in la Signoria e portò questo credito nel suo officio et messe a l’incontro dii debito di scrivani, di qualli tolse il quarto per penna, che’è un latrocinio expresso eie. Il qual a le cantinelle è stà examinato, et ha confessa molle partirle, ma perchè, hessendo in preson, non poleno far nulla conira la sua persona, perhò lui con li colega messeno di relenir il ditto à soa requisitimi, collegiarlo etc. F.l vertendo differente si 3 Con-sieri e altri, al tulio numero . . . . , parenti di Provedadori stilli in questo tempo el hanno aulo I’ utilità, videlicet sier Polo Nani, sier Hironimo da Pexaro, sier Pandolfo Morexini, consieri, fo messo per viam declarationis si doveano esser cazadi, e fu preso de si, siché numero 8 ussino dii Conseio. Andò la parte, et fu presa; ave ... . tulio il Conseio. In questa malina in Colegio fo acelà una obla* tion di uno . . . , qual si ha offerto condur in questa cilà slara 10 milia fermento di Romagna, e li sia dà soldi 12 pr>r staro di don, il qual fermento si obliga condurlo per tutto il mexe di zener. Ave lujto il Consegio de si. T)n Milnn, dii Bnxadona orator, di 4, ri• 62 cevuta a dì 13 novembrio. Come per sue di primo di P instante scrisse P aviso, auto a bocha, di la rota data per li 5 Cantoni a li 8. Da poi in quel giorno moderno gionse teiere di campo di Svizari ; poi si ave letej-e di 28, directive al reverendo Verulano nunlio pontificio, et alcune altre a questo illustrissimo Signor. In quelle dii nunlio li cinque Cantoni ringraliava di le sue bone operatimi, et lo prega a perseverar e aiutarli. In le letere a questo Signor li cinque Cantoni ringratiano soa excel-lentia di la offerta fatta di inlerponersi a pacificarli con li 8, e lo priega fazi eh’ el siegua accordo et, firma pace, qual non succedendo li presti favor. Et da li 8 Cantoni sono letere, coinè havendo scrito questo signor duca a Zurich al suo secretano si oferischa per suo nome a volersi inlerponer, hanno risposto eli’ el bisognava mandar in campo, e lì ge saria risposto. Per il che questo Signor ha terminato mandar domino Francesco Sfondalo dolor in dilli Svizari, aziò lenti qualche accordo, intendendo prima come stanno li Svizari in uno et P altro campo, e quanto hanno operalo francesi in quelli campi, et llDXXXt, NOVEMBRE.