319 MDXXXI, GENNAIO. 320 nidi et bagagid andono ad alozar a Pcscarolo et Grontardo zerca a hore 20, et sono do mia lontan da Oio e apresso Ponlevigo mia 10. Et sono venute lettere di Pimperalor eh’ et dito esercito è aluzato in Lombardia, alogi una parte nel Ferrarese, una nel Mantoano, l’altra nel Cremonese, l’altra ne la terra di la Chiesia et nel Piasentino, perchè nel Par-mesano sono stati alozati. ltcm, referisse che sabato, fo a dì 29, el marchese dii Guasto essendo a Caxalmazor passò Po et andò a lo alozamenlo solilo, dove se dice dovea dar danari a le fantarie, et poi andar a veder le feste et giostre si dieno far a Mantoa. Da Verona, di sier Ferigo lienier podestà et sier Lunardo Justinian cnpitanio, di 2 Zener, ricevuta a dì 6. Da novo el signor Cesare Fregoso ne ha ditto haver lettere dal signor ^¡se da Gonzaga suo cugnalo, per le qual è advisato che 1’ era venuto novo ordine da l’imperador, zerca lo alozar di le sue gente, qual comanda che siano elogiate 6 bandiere nel stalo dii duca de Ferrara, 6 nel stalo dii duca di Mantoa, 6 nel sialo dii duca di Milan, el la cavaleria è compartita; le qual gente non erano ancora passate di qua di Po, salvo la cavaleria qual è alogiala in Cremonese. Et ch’el duca da Mantoa sentiva mal volentiera simil ordine, però doveva mandar uno homo a Cesare. Et dice che lì si aspeclava il marchese dii Guasto ad alogiar con lui questo carlevar lì a Manica. Da Vicenza, di sier Andrea Gritti podestà et sier Fiero Grimani capiianio, di 5 Zener, ricevuta a dì 7. Manda questi avisi, li quali dicono cussi : La dieta di Yspruch è finita et conclusa in dar danari et gente al re di romani, accadendo dove lui chiederà ; se ne dovea far un’ altra ne li giorni proximi passali nel ducalo de Austria a uno loco nominalo Linz, et a la Epiphania overo a la Madonna di le Candele in Prevaglia nel loco si chiama Ilalisbona, el se li doveria atrovar molli ambasado-ri de christiani et etiam quelo dii Turco che è intervenuto in Viena per il Salamanca, et etiam se gli atroverà quel dii Vayvoda. Se dice per cerio la Maestà di l’imperador si deve ritrovar insieme col re di romani a meza quaresima. Intendo è ancora aviso eli’ el fratello dii castellili di Mus, nominato Batista, è andato a la coi te dii re et gli ha proposto molti partili che se Soa Maestà li farà restar Mus et Lecho el quello che lien, et eh’ el duca li levi le arme et noy gli dia più molestia, che gli darà una bona summa di danari et renonciarà le raxon sue a Sua Maestà, el per secgrlà di questo li darà ne le man Lecho over Mus sino venirà a costituirsi ne le man di Sua Maestà : ancora li promette tutta la Vallolina ad obecljentia dii dillo re, a tulle sue spe-xe. Il re di romani non li ha voluto dar risposta alcuna fino non Labbia avisalo con diligenza lo im-perator. Il giorno di San Slephano passò per Trento uno missier Bironiino Jeremia secretarlo dii reverendissimo Cardinal di Trenlo, mandalo dal re al duca de Milan, qual si dice andar per li soprascritti manizi, però che già zorni 20 el ditto passò de qui et andò al re con commission dii duca da Milano. A Viena è la peste grande. Da Sibinieo, di sier Bernardo Balbi conte 154') et capitano, di 2 Decembrio, ricevute a dì 8 Zener. Come per le altre sue scrisse el zonzer dii magnifico Murai Chiechaia a questi confini, et giolito che ’1 fu al castello di Oslroviza, loco sopra Scar-dona, do fioli el uno nìpole de uno Damiano Clo-cevlch corvalo, qual fu alias a li servici de la Signoria nostra, con uno messo mandalo a posta da la excelsa Porla li mandò verso la Bossina, Iasali padre el madre tutti aflilli. non si sa la causa. Dicono li ha tati levar per non fidarsi dii padre, altri dicono, che dillo Damiano ha uno altro suo fiol grando presso el Gran Signor et mollo amalo, dal qual ha inteso di questi altri, et però li ha mandati a tuor, et ordinato siano condulli a Conslanlinopoli. Gionto esso Amorat ad uno loco qui sopra, ha mandato a chiamar uno Dragor vayvoda de tulli questi murlachi confinanti, qual presentalo, immediate lo fece apicar con do sui Ijoli, non si sa la causa, et cussi va seguendo visitando queli lochi contorni, facendoli esser assai più dii solito adverlili. Et a di 6 si aspela in Scardona. Zonlo el sarà lo farò visitar per el reverendo prè Zorzi suo fratello. Uno di questi dì gionse a questi confini el magnifico Cadì mandato da la excelsa Porla, persona de autorità, il qual se dice voi venir in questa cilà per le cose di l’Ernin, et venendo li farò bona ciera. Dii ditto, di 6, ricevute a dì 5 Zener. Come a dì 13 zonse in questa cilà l’Emin con uno schiavo dii Gran signor de li primari Cadì, alozato dal suo Emin, et il dì seguente mi volse parlar et vene a trovarmi, al qual feci bona ciera. Disse era stalo mandalo da la excelsa Porta per sindicar tutti queli lochi sotto posti al suo Gran Signor, et che se io sapeva fosse stà fallo qualche torto a li subdili di la Signoria nostra lo dovesse manifestar, et si vederia la iustitia el farebbe, dicendo haver commission di (i) La carta 153* I bianca.