139 avisi. A di 3 gionse uno breve al reverendo nuntio dii papa, che li scrive, solicili a seuo ler le decime dii clero e obligar quelle per haver danari, et obli-gar Soa Santità, et questo per dar socorsso a li Cantoni christiani. El qual nuntio volse io lezesse 11 proprio brieve, el si sforza di scuoder et expedir archibusieri, el dice li mancha a scuoder da ducali 12 milia in zercha. Sono letere di 24, di Augusta, come il serenissimo re di Romani partile a dì 17 di Spira per Ysprucb, et preso il camin per via aspera per non intrar in alcune cita sagramenlarie. Et avanti il partir suo, per nome di Cesare, havia dato ordine a Gaspar Fransperg et al Petraplana et altri che metesseno ad ordine 16 bandiere di lanzi-nech a nome di Cesare, per favorire, come si diceva, il re di Dacia, over per il Nansaun conira il Landgravio di Asia. Et che li oratori di Cerimberg et altri erano partiti per andar da Sguizari per v^der di accordarli insieme. Di Lecho el Mus, niun aviso si ha. Scrivendo, l’è gionto di campo di Svizari christiani la confirmation di la nova di la vitoria auta essi Cantoni christiani, sicome per mie di 29 dii passato, si ave per uno venuto di campo, con pocho danno de inimici, perquelo erra sta refferito. Da Cividal di Frinì, di sier Marco Gri-maniprovedador, di 7, ricevuta a dì 13. Scrive : Ozi è zonlo de qui uno de Gradiscila, qual mi ha referito sicome questa malina se partì de lì, con domino Nicolò da la Torre capitanio, messer Zuan Vituri con uno suo fìolo, il capetanio de Duino, el capitanio Pisternocher, qualli tulli insieme con cavalli 25 se ne vanno a Corte dii re Ferdinando, et a horre 18 passorno lontani de qui miglia do, dove ditlo relatore li lassò, et dice che questa notte do-veano allogiare in Tolmino. 63') Copia di lettere delli cinque Cantoni a V illustrissimo signor duca de Milano, date in campo alli 28 de octubrio 1531. La gratiosa lettera de vostra excellentia, nella quale demoslra il pronto animo suo, habbiamo intesa, ringratiamola del suo bon volere et clemente offerte tanto quanto possemo, et ce offerimo humil-mente, niuna postposila opera, i gni tempo da reconoscere et mai domenticare. Non è senza causa, principe illustrissimo, quella ne ha comossi alla delta guerra, el la causa è che hanno devoluto dalla nostra fede indubitata el de le noslre jurisdition et (1) La carta 62* è bianca. 140 privilegi! prevaricarne, siamo costretti, benché mal volentieri, defenderne et dal jugo discaricarne. Vero offerendosi vostra excellentia, per sua cle-menlia, tra nui et li nostri nemici praticare l’accordo per condurne alla pace, polendo quella fare qualche profitto, non siamo per refutare cosa alcuna né recusarla, anzi siamo contenti che ne sia fatto uno stabile accordo et bona pace. Vero non potendo, che Dio non voglia, lo accordo haver lo progresso, supplicamo et exortamo vostra excellentia lanto quanto possiamo, che quella si degni fare corno un christiano principe et membro di la Santa Chiesa, per la quale sostenemo la presente persecutione, et bon vicino a nui, non dando ad ogni suo potere adiuto nè favore a delti nostri nemici, azioché la laude del Signor Dio, de sua gloriosa madre Maria, et de soi Santi sia augumentata, et la Santa Chiesa deffesa da soi nemici. La excellentia vostra non potrà far cosa più accetta a Dio a li tempi presenti, havendone quella comendatissimi in questa nostra divina, honeslaet lodevole impresa, con darne adiuto, soccorso et favor, corno de lei indubitatamente ce persuademo, alla quale in ogni tempo saremo obligatissimi. Date ut supra. Sumario di lettere di missier Domenico Segio allo illustrissimo signor duca de Milano, date in Augusta alli 24 di ottobre 1531. Che, gionla la resolulione della Maestà Cesarea della prorogatione della dieta sin alla Epifania, il serenissimo re di Romani deliberò tornare ad Ysprucb et parli da Spira alli 14 et, per non in-trare in alcuna cità sagramentare, havea preso certa via silvatica, et molti della Corte, per fugire tal via, andavano per altre vie più commode, et presto sariano in Ysprucb. Che Sua Maestà serenissima ha dato ordine a Gaspar Fransperg, Petrapiana et altri capitami che mettano a ordine 16 bandiere di lanzchenetti a nome dì la Maestà Cesarea, quale fa voce de volere mandare per aiuto dii re di Dalia, ancora che più presto si crede doversi mandare in aiuto de li conti de Nansaum contra il lanthgravio de Asia, per venire poi tandem a P ultimo rimedio dille arme contra lulherani. Che domino Hironimo Aleandro, nontio apostolico, parli da Spira alla volta de Fiandra, dal qual havea inteso tenere comissione da Noslro Signore de intimare il Concilio generale. MDXXX1, NOVEMBRE.