647 MDXxxir, marzo. 648 Parloe primo sier Mariti Justinian per la sua opinion, poi li rispose sier Gasparo Coniarmi, poi sier Lunardo Emo non voi se dimandi adesso la nbsolulion et se indusii la risposta di le nostre ledere, fé lezer quel fo falò 1413 el 1431 in me-ler angarìe. Da poi parlò sier Toma Mocenigo savio dii Conseio, poi sier Lunardo Emo et sier Marin Justinian messeno indusiar fino a luni, que-sle ultime parole de dimandare l’absolulion. Io parlai che etiam non me pareva.se mandasse cardinali a far questo officio maxime quei! di Manloa et lau lai la indusia fin luni. Poi parlò sier Zncaria Trivixan el XL con gran voxe contro l’indusia, et intrò prima in opinion di Savi sier Sebastian Justinian el cavalier, consier, el li Cai di XL. Andò le parte : 7 non sinceri, 8 di no, 77 di 1* Emo et Justinian de l’indusia, 124 di scriver. Et questa fo presa el fo comanda gran credenza. Fu posto, per li Savi lutti, una parte, che li ronfiamoli lavora in I’ Arsenal de coetero i siano npontadi come se aponlano li marangoni ne la caxa predila, el possano haver garzoni sicome hanno li marangoni, et quando anderanno galle grosse et snlil li sia dalo uno fante con paga de galioti, non possi andar con galle grosse se prima non sarà stalo con galle sotil. Ave: 190, 10, 2. Da poi Hironimo Grimani savio a Terra ferma, fa P ofìcio de cassier, andò in renga, dicendo non è camerlengo voi scriver per non haver danari, et che li danari deputadi al dito oficio è mancadi et voi di spexa al mexe ducati .... di qual si paga sa'ariadi, comenzando dal Serenissimo, Con-sieri, Censori, sora i statuii etc., 'et fè lezer po-leno dispensar in creditori solum ducati 90, per tanto bisogna far provision, che quel officio possi haver danari da pagar le spexe ordinarie, el mode si ha pensà tuor de le Camere, perchè soravanza, et però meterano una parte, dar per adesso di danari presenti una parie, de coefero si haverà da le Camere. 306* Fu posto, per li Consieri, Cai di XL et Savi dii Conseio et Terraferma una parte, che mancala la contribulion di la camera de Trevixo et Padoa, feva a 1’ oficio di Camerlengi di Comun, et 1’ una per 100 dii datio di 1’oio, per lanlo è da proveder, però l’anderà parie : che per adesso siano dati di danari presenti ducali 750 per pagar li salariadi et altre spexe; et de coetero sia preso, che per 10 aprii proxirno, la camera di Vicenza mandi al dito officio ducati 150, la camera di Brexa ducati 150, la camera di Verona ducati 50, la camera di Crema ducati 50 de ogni danaro, exceto di la ljmitation dii Conseio di X, di la re-stilution de l’imprestedo dii Gran Conseio, di lo armar, di lo Arsenal, dii quarliron, di le zenle d’arme et dii capitanio zeneral nostro; et cussi ogni 10 dii mexe li danari siano mandali, sotlo pena a li rectori, de non poler nel suo ritorno esser provali nè in questo nè nel nostro Mazor Conseio, senza boletin di Zuan Alvise Bon Rizo, di haver mandalo nel suo tempo li danari eie. el li camerlòngi sotto pena de furanti. La qual parte non se intendi presa, si la non sarà posta el presa nel Mazor Conseio. Ave: 123, 79, 15. Et fu presa. In questo Conseio fu lelo lettere dii duca de Urbin capitanio menerai nostro da terra, dì 13, da Pexaro. Scrive, haver inteso dal suo ora-tor, esserli per la Signoria noslra illustrissima risposto de acetar li do anni de rispelo si di lui come dii conte Guido Baldo suo fiol, di che ringratia eie. et si offerisse meler la vita a beneficio nostro, con altre parole. Dii conte Cesare Fregoso, da Verona. Zerca si voi pagar le zenle d’arme, perché di l’anno pasalo compile a 1’ ultimo de dezembrio, hanno hauto solum 2 quartironi et 2 li resta eie. Dii signor Cantilo Orsini, di Vicenza, di 11, in conformità, et volendo far la mostra questo aprii non la potrà no far, non havendo li soldati danari è meio cazarli eie. Et cussi si vene zoso de Pregadi a hore 3 di notte. • A dì 17, domenega, la matina. Fono in Collegio li medici de questa cilà, videlicet la più parte dicendo li presidenti essersi reduli a veder dii far la thriacha et il mitridate, et di la tliriacha sono d’accordo, ma il milridate di... . che erano .... voleno farlo iusla el solilo, et 14 voleno farlo secondo Galeno et Democrito dotor excellenlissimo greco, et su questo parlò domino Valerio Soperchio per una parte, et domino Velor Trincavila da l’altra, et niente fu concluso. Di Verona, fo lettere di Rectori, di ... . con avisi bauli di Zenoa del signor Cesare Fregoso. Il sumario dirò poi. In questo zorno fo el perdon al Santo Sepulcro, di colpa el di pena, concesso noviter da queslo Papa. Item, fu poslo polize a stampa, dii perdon de colpa et di pena, noviter auto a la chiesia de Servi comenza. Da poi disnar, fo Gran Conseio, non vene il Se-