51 MbXXXl, OTTOBRE. 52 di sua excellentia per adesso : ogni giorno almeno una volta, ma spesso dui, è sia in ragionamenti con Nostro Signore, nè perhó se intende conclusione alcune. IToggi ho inteso dal signor Andrea Borgo, ora-tor dii Serenissimo re di Romani, che, per lettere dii re di Polonia scrite a Nostro Signor et a sua signoria, se intende la rotta eli’ el prefatto re ha datto alli valachi. Heri l’altro di sera, hessendo Nostro Signore secondo il solilo suo nela camera di l’audientia, circha le 23 hore gli vene doglia di corpo et di renella che gli diede gran fastidio ; tutta la notte et la matina la molestò di tal sorte che bisognò che la Santità Sua, essendo in Concistorio, se ne levasse senza dare audientia a niuno de cardinali: cusì tutto heri si senti travagliata in-sino alle 22 hore, a la quale hora, sentendosi assà meglio, Sua Beatitudine vene a veder le stanzie che adesso è 1’ anno che forono getalte per terra, apresso a quelle dove lei habita, et vi siete per una hora a solazo et deporto suo. Questa notte passala è stata mediocremente ; hoggi ancora si è senlita asai bene, nè perhò che habbi voluto dare audientia nè, secondo il solito suo, manzare in pubblico ; così penso che starà di guardia per 4 o 5 giorni. 22') Copia di una lettera di Bruxeles, di 29 set- tembrio 1531, scritta al signor ducha di Mantoa. La excellentia vostra, per 1’ ultima dii suo am-basciator, haverà inteso la praticha dii parlamento che si tratava fra Sua Maestà et il re Christianissi-mo, et come monsignor Balanson erra andato in posta, mandalo da Sua Maestà, a Legina di Franza per la conclusione di la praticha con quelle eondilione che dal prefatto ambasciatore li furono scritte; quel che da poi è successo di 1’ andata sua si dirà qui apresso. Fu arivado lì Balanson e trovò il re col piede in staffa per cavalchar in posta a trovare la regente, sua madre, per aviso hauto che la stava alla morte, et cossi ditto Balanson se ne tornò senza conclusione alcuna, essendo tenuto per molti che questa fosse una fìlione dii re per non aspetare lo afronto di la conclusione che gli erra portala dal prefato Balanson, per virtù di la conditione che gli doveano esser proposta da esso ; nondimeno si è pur trovato poi che la cagione di 1’ andata sua è stata vera et non simulala, per lo aviso venuto no-vamente di la morte di ditta regente, di la quale Sua Maeslà non ha moslralo ni dolor nè lelitia. Di qua a dui giorni ne fa celebrare le exequie et si vestirà a bruno. Dii parlamento, quel che debba seguir non so che sia nolo a persona di la Corte. La partenza di Soa Maeslà per la volla di Germania, secondo 1’ ordine prescritto, si va dilatando per due cagione: 1’ una, per aspetare la resolutione di la ditta dieta, che al presente questi lulherani fa in Saxonia; l’altra, per resolvere il caso de queste gente todesche alogiate a descritione nel paese di Olanda, quelli che già fu ditto esser congregali nel paese dii duca di Geldria, li qual il re di Anismara, cognato di la Maeslà Cesarea, ha levata di là et conduca qui per inbarcharli et andare con essi alla re-cuperatione dii suo regno, perchè, havendo adimandato non so che navilii a Sua Maestà, aspetta la risposta da quella, la quale non so che resolution si farà, ina per quanto si crede non mancharà di la provisione che bisogna. Da poi disnar fo Pregadi, et leto lettere, Roma, 23') Bruxele, Franza, Corphù etConslantinopoli,con avi- -si di Milan. Il sumario di le qual ho scrilto di sopra. Fu poslo, per li Savii ai Ordeni : Non havendo trova.patroni le galìe di Barbaria, siali azonto don, videlicet ducati 7000 per galìa, in questo modo: ducali 3000 di debitori di Governadori di le lanse fin numero 17, e ducati 2000 di la tansa numero 18, et ducati 2000 di Provedadori sora i Oiìicii, Cazude, Sora i Conti et X officii, con tulli li altri capitoli posti in l’altro incanto. Ave: 161, 8, 3. Fu poslo, per li Consieri, ehe sier Francesco da cha’ da Pexaro qu. sier Lunardo e fradelli, non obslanle sia passà il tempo, possino esser aldili da li XXX Savii circha la exemplion prelendeno haver di le beccarie di Meslre e altre fabriche et molini a Oderzo, e sono a la Mota, et siano alditi quelli per la cità e terilorio di Trevixo. Ave: 156, 7. 7. Fu posto, per li ditti, che sier Piero da chà da Pexaro, fo elèlo di XX Savii a tansar, et sier Filippo da Molin, di XV, essendo tutti li altri di questo Conseio, possino venir, senza meter balota, fin San Michiel. Ave : 129, 7, 1. Fu posto, per li Savii, atento molte vendede di le Cazude è sta taià per non esser stàobservalo una parte presa 1484 a dì 11 luio che voi siano su l’incanto do ofìciali et uno exator, per esser stati un oficial et uno exator, sia preso, de coetero quello farà uno oficial et uno exator sia licido ; et sia posta in Gran Conseio. Ave : 153, 16, 9. (1) La carta 21* ì Manca. (1) La carta 22' è bianca.