451 MDXXXI, FEBBRAIO. 452 Fo in questa sera recitata la comcdia per nostri gentilhomeni da zerca numero 30 a Muran in chà di sier llironimo Capello, nè vi fu altri che donne CO et li soi mariti, et niuna maschera, durò fino ad hore .... Fo etiam fato a San Polo in chà Donado, dove sta sier Vicenzo Pasqualigo qu. sier Francesco rimasto richo per la morte di sier Alvise Pasqualigo procurator, porta ancora mantelo et vesta di seda solo, hor fè un festin di cortesane mascare con una cena belissima, una credenliera alta, di arzenti, torzi di lire 14 l'uno, et veneno a hore 4 a baiar sul campo di San Polo et fo una colation, andò per il campo, di 160, belissima. A dì 8, fo il zuoba di la caza. La malina, lelo 25 carie dii processo in le do Quaranlie. Da Napoli di Romania fo lettere di sier Alvise Contarmi baylo et Consieri, di ... . con avisi di le cose dii Turco et preparalion di guerra. Il summario scriverò di solo. Di Bergamo, di rectori, di 3, con avisi di le coso di Lecho, quali ussiti, hanno preso uno caslelo dii duca, è morii 200 fanti, et altre parlicularità, come dirò di soto. Vene 1’ orator dii duca di Milan, al qual li io monslrato la Ietera con li avisi si ha. Da poi disnar, iusta el solito, fu fato ìa caza in pinza di San Marco, erano 14 tori che correva, nè fu lassalo far alcun soler, perchè la piaza fusse spaciosa, solimi di heri sera in qua fu fato far un soler in mezo la piaza per Bortolomio capitanio di Cai, al qual fo dato ducati 30 per far la festa, et heri sera fo comenzà a fare questa note et matina compito, sopra il qual ballò le 4 balarine, carpesana, ferarese etc., et poi canti et soni et salti, et uno Sarasin si portò benissimo. Era il Serenissimo, in veludo cremexin, con li oratori imperalor, Franza, Anglia, Milan, Ferara et Ragusi, et altri palrici, nè * poi in palazo Soa' Serenità iusla il suo solito, l'eze alcun festin, alento mo uno anno che ’1 fece festa et colation fo alcuni zoveni nostri che a le donne uso-no stranie et vergognose parole, et fato quasi cazer in aqua una neza dii Serenissimo: si che, atento li zoveni dii tempo presenti molto discoli, non fu fato al Irò. In questo zorno, fo dito esser nova, che per via . dii Zante si ha, che la nave di sier Lunardo Arimondo andava a cargar fomenti a ... el era sta presa da‘13 fusle di corsari turchi. Item, dii Zante, di sier Troian Bon prove-Hit-or, di 16 Zener, particolar. Come era zonlo lì uno galion di Andrea Doria dì bole 600 armalo, qual andava verso Levante. Item, 12 mia luntano erano gionle 4 galle di rodiani. A dì 9, la matina. Fo compilo di lezer carte 40 mancava dii processo falò per li Avogadori nel caso dii Nani in le do Quaranlie, et volendo li rei far continuar a lezer il processo fato a requisition di rei, unde li Avogadori a la Signoria andono, dicendo non se dia lezer, ma li avocali a le soe parti fazino lezer quele vorano, unde la Signoria zoè li Consieri da basso lerminorono che si lezesse solimi le lelere di la Signoria scrite al Nani et la soa risposta, et cussi reduti, da poi disnar fo continuato a lezer, si che doman compirano di lezer luto, el luni da matina si parlerà. Vene l’orator dii duca di Milan, qual disse, non creder la nova di le letere venule da Bergamo. Di sier Francesco Pasqualigo proveditor di l’armada, fo lettere, di 22 Novembrio. Scrive gran mal di sier Vicenzo Baffo retor de lì, et manda una letera di queli homeni, drizala a la Signoria, zerca dito suo retor. Item, scrive come queli di Schiati P ha mandato a pregar vadi de lì per li mali porlamenti di sier Marin Malipierosuo retor. Scrive haver perseguitato do fuste di corsari.....et queli li è fuzili di le man, et altre particularilà, ut in litteris. Il summario sarà qui avanti. Fu terminato far hozi Colegio di le aque et, si non, Colegio di Savi a consultar. Veneno li Cai di X in Colegio, con una lettera di sier Francesco Venier podestà et sier Mi-chiel Capello capitanio, di Brexa, di 6. Scri-veno di certo caso seguito quel zorno, volendo esso podestà far dar la corda a un ciladin su la piaza chiamalo .... de Salis, per certe parole usade a le noze di Marco Antonio de Salis dove essi rectori erano, par che da alcune maschare el ge sia sla tolto di le man, et questo perchè essi rectori havean fato una sententia di farli dar tre scassi di corda in piaza et bandizarlo di Brexa et brexana per 3 anni et 15 mia di là di confini, el qual è scrìto col capitanio zeneral, et domino Urban .... locotenenle dii dito zeneral era lì, et lui ... . de Salis disse non conosceva altri che ’1 suo patron. Da poi disnar adunca fo ordinà Conseio di X con il Colegio sopra questa materia, et preseno a scriver una letera a Brexa a li rectori, che debano far ritenir questi do ciladini armigeri nominati uno Marsilio et l’altro Filippin et mandarli con il processo a li Capi di X, ali ter li proclami et darli termine 8 zorni a comparer a diti Capi alias proce-