497 MDXXXI, FEBBRAIO. 498 ampia el generale de lutti li debili el excessi co-messi, de modo che non farà più processo conira di loro, el saranno restituiti li loro beni. Che tre mexi dapoi falla la consignalione di le fortezze, saranno deputate persone che faranno la executione contra tutti li debitóri del castellano, senza alcuna exceptione. Di le inlrate della camera, qual avanti la guerra non fosseno scosse dal duca overo soi comessi, restino al castellano; di le qual in termine di mexi 3 li soprascritti li sarà concesso la executione, perchè quelle se intende che li siano pagale senza ex-cezion. Si concederà che le cose terminate per ragione restino ferme el li beni comprati per il castellano overo per li soi fratelli da li veri patroni il duca li pagerà overo da altri li sarà fatto il pagamento, in termine de mexi 6 proximi, possendo esso castellano partirsi di Lecho et Mus con tutti li soi e andar liberamente dove li parerà et secu-ramente, facendoli aver soa Excellentia da signori venetiani et svizari et grisoni salvocondulo in opli-ma forma, prometendo ehe’l prolonolario Carazolo lo accompagnerà in loco securo, con condizion che prima acompagni il soprascritto castellano fuora di Lecho, che Lecho subilo sia consignà in mano del duca, et poi essendo condulto esso castellano in loco securo fuori del Stalo accompagni l’allro fratello che sarà in Mus, subito restiluilo Mus ut supra, possendo li soprascritti goder il suo sì stando nel Stato, come di fuori, senza graveza alcuna extraordinaria, intendendo che partendosi il castellano et li soi, el andando per il Slato di Milano, mentre starano in viaggio continuando quello hab-bino tulle le spexe senza pagamento alcuno, promettendo che’l Carazolo et il conte Maximiliano Stampa promelerano che quanto li sarà promesso sera osservato, con questa condilion che depositando la terza parte de li danari, et falle le assicuratone de li altri dui terzi, con la promission del signor prolonolario Carazolo el conte Maximiliano, ( le forteze et lochi siano liberamente relassali a Sua Excellentia overo al Carazolo per nome suo, et che fatto il deposito soprascritto et cautione il prolonolario fratello del Medeghino vengi immediate in poter di Soa Excellentia, con il mandato et sotto sua fede el di esso prolonolario, el stagi lino alla restitutione de li sopraditli lochi et fortezze. Le qual propostone et risposte sono stà mandate in svizari et si aspelta risposta. Per lettera di Bergamo di 4 in alcuni particolari di qua, si ha che alcuni capitani nominali in l Diarii di M. Sakuto. — Tom. L7. le lettere volevano intrar in Lecho et è stà retenuli da quelli rectori, pertanto questi del Conseio li hanno rechiesti li mandino de qui o nel campo cesareo, ut in ìitteris. Et lui ha scritto da Roma al reverendo Andreasio ambassador di questo Signor, si ha il marchese dii Guaslo li ha scritto da Yschia a li 25 del passalo che, havendo auto ordine da Cesare, qual è stà conforme all’ animo suo, di disgravar le zenle del Stalo di questo Signor, che ira Ire zorni saria a Roma, et era per far largo testimonio di tale suo desiderio, e si lien non mancherà. Scrive li avisi auli dal Tegio di 29 zener, che la copia saranno qui avanti posti. Del ditto orator, di 8, ricevute a dì 15. Scrive la cossa di 4 capetanei retenli a Bergamo, che voleano intrar in Lecho, et havendo inteso questo, lui orator fece convocar il Conseio con li cesarei, et li disse il tutto ; etera il Prexidente li, i quali reslono mollo satisfalli, et hanno scritto a Bergamo li mandi di qui al signor Antonio da Leva over in campo al loco lenente dii marchese dii Guasto. Poi esso orator parlò al duca di questo, il qua! dimostrò che si leniva poca custodia per li nostri, el non si tenea òontento di la Signoria nostra, unde lui oralor scrisse di novo a li rectori di Bergamo non lassasseno inlrar alcuno in Lecho, potendo. Scrivendo è sopragionta nova che nell’armala di questo signor duca erano molli che ha-veano opinione o inlenlione di dar l’armala predilla al castellano in cerio tempo et loco, dove per il Vistarino scoperta la cosa ne ha fallo morir alcuni. È venuto a visitarmi domino Zuan Ballista Zafel oralor de! signor duca di Manloa, per nome del suo Signor, dicendo è bon fio! e servitor di questo Stalo. Li ho corrisposo verba prò ver-bis etc. Sumario di avisi di lettere dii Teggio residente in Corte del Serenissimo re di Romani per il signor duca de Milano, de Yspruch, di 29 zener 1531. Che la Cesarea Maestà havendo promeso la ca-valareza sua per Germania, partì a li 17 di genaro da Bruxelles el a li 19 era in Lovano de Camelo. Che’l Serenissimo re di Romani si dovea partir per quanto più presto da Yspruch, et già si poneva in ordine per andar a la dieta. Che’l re di Dalia, per quanto ivi se intendeva, era ne! suo regno, pacificandolo d’ogni intorno et recuperandolo gaiardamenle. 32