495 MDXXXI, FEBBRAIO. 49C Contra li absenti. Conslanlin dii Duco, coadiulor dija banca. Zuan Piero da Crema, coadiulor di la banca. Antonio Svizaro, capo di alabardieri. Questi debono haver li benefici secondo la parte presa in le do Quarantie. Vicenzo Monliculo. Marchese dii Gos. 241 Da Milan, dii Basadonna ofator, di 7 fevrer 1531, ricevuta a dì 15 ditto. Prima il caslelano di Mus richiede scudi 40 milia, da esser exborsali uno terzo avanti il consignar di le forteze et il restante di do mexi in do mexi proximi, dandosi sufficiente caulione, et il Dada et il Grimaldo restando in solidum obli-gali. Richiede il marchesato di Morlara con il su-plimento tino a ducati 1000 de inlrada per lui et soi discendenti mascoli legitimi, li qual mancando, vadi a soi fraleli et a li soi legitimi descendenli, possendo esso castelan disponer in vita et morte come li parerà, non devenendo, per alcun delito in alcun tempo, di la camera fiscal, ma sempre resti nel più proximo, havendo libertà di poter condur tute le artelarie et monition dove li parerà per il stato di Milan, con comodità di bovi et cari senza spesa alcuna. Et simelmenle tutti li beni et robe de soldati et le vitualie che sono in Lecho et Musso siano condute senza spesa dove li piacerà, non le volendo il duca pagar overo lassare expedire per il castellano il sai che ’1 si trova haver in Lecho, che si possi smaltire nel paese in termine honesto, o mandarlo a Lugano, overo il duca lo pagi avanti la restilution di le forteze, overo li dagi bona caution che non vadi in sinistro. Che al castelano, soi fratelli et soi soldati siano remesse tutte le injurie et restituiti li soi beni, nè per danari scossi, nè per prigioni fati possino esser astreli generalmente over particularmente, nè possino esser conventi civil nè criminalmente. Et questo instesso se intenda di le intrate scosse per cadauno, nè per tal cose li possi esser impedita la exatione de li loro credili, nè impedire over sequestrare alcuna cosa sua, possendo scoder tute le inlrade passate non scosse de lutti li lochi che P ha tenuto et tiene, dichiarando che ne li lochi li quali sono sta tolti per il duca, esso castelan possi scoder tute le inlrade debite dal dì presente fino al zorno che P haverà tenute, non possendo alcuno allegar di haver pagato al duca o soi comessi, et possi Ira ver ragione in tal intrada. Et questo inslesso se intenda di queli che li ha ritenuto alcuna sua cosa in tempo di la guerra, over da poi, sian tenuti a render et satisfar al tulo senza contentation over excelion. Che le cose terminale per ragione ne li paesi che P ha posseduto, stiano ferme. Ulterius dimanda che li beni soi, quali ha sopra il loco, li comuni siano obligali comprarli et darli in termine di un mexe il pagamento ; et che ’1 possi andar via con le bandiere spiegale dove il vorà con salvoconduto sopra quel di veneliani, accompagnalo dal reverendo Ca-razolo, rimanendo uno fratello in Lecho con la guardia fino a tanto che habbia aviso che quel sia gionto in loco sicuro, possendo esso castelan et li soi galder il suo, sì stando nel Stato, come fuori, senza graveza alcuna extraordinaria, et partendosi lui et li soi fanti nil Stalo, habbiano alogiamento et da viver senza spesa. Et finalmente il reverendo prolonotario Carazolo con il resto de li oratori che si ritrovano al presente apresso questo signor, et maxime di veneliani con il conte Maximiliano Stampa, prometino che quanto è soprascrilo sarà inviolabilmente observato. A le qual propositione, per questo Signor è stà risposto : Li sarà dati ducali 25 milia, la mila avanti tratto, il resto per mità ogni sei mexi con cauzion idonea, et il contralo sia celebrato a Ver-zelli, et li sarà consignà una intrala de ducati 1000 per lui e soi descendenti e fratelli e descendenli de fratelli, et essendo jurisditione se intenda in forma debita feudorum. Chè’l possa trazer e far condur dove li parerà le arlellarie de caretta, fatte per lui, con tutte le robe el arme de li soi soldati a spexe del duca per il suo Stato, lassando ogni altro in-slrumento da guerra, così da terra, come per acqua et munitione di qualunque sorte et tutte le vittua-lie che si trovano a Lecho et Mus et altri lochi che tien esso caslellan, excello il sale che è in Lecho, qual il duca o la lassarà smaltire in termine conveniente, o mandarlo a Lugano, el reteneudoil duca il sale, lo pagerà avanti la consignatione di le fortezze overo darà cauzione, che ragionevolmente il castellano resterà contento, restando a li signori veneliani le arlellarie imprestono. Quanto a la gra-tia che la se li concederà a lui, soi fradelli et a lutti quelli che P averanno servilo de qui adrjedo