'MDXXSIi, vero che sii morto, et alla Signoria Vostra mi ricomando con la signora sorella. Da Santo.....alti 5 di febraro 1532. Sotoscrilta : De Vostra Signoria illustrissima Bono fratello et conte de Melio. Item, el dito podestà et capitanio di Crema scrive mandar lire 1413 soldi 4 scosse per conto dii clero. Da Sibinico di sìer Bernardo Balbi conte e capitanio, di 21 fevrer, ricevute a di 8 marzo. Scrisse per le altre esser stato qui il magnifico Mirath Chichara, hora avisa che mo’terzo zorno, venuto il dello in Salona, li sopragionse uno nontio del sanzacho con una lettera, qual leta subito a stafeta andò in Bosina a trovarlo ; la causa non si sa, se dise il satizaco haver avuto mandalo di la Porla di dover far preparar li ponti con quelli altri sanzachi sul fiume Sava et Drava per passar lo exercito dii ditto Signor, e che Murath cavalcava a quella volta per questo effetto di far far dilli ponti. Da Udene di sier Thomà Contarmi luogo-tenente di la patria di Friul, di 2 di marzo, ricevute a dì 7 ditto. Prima, come havendo auto le nostre lettere di 24 dii passato col Senato, zerca rechieder l’imprestedo a quel clero, fece chiamar questi canonici e altri persuadendo a questo ; et manda a li governadori ducati 1100 scossi fin qui, el per zornata si andarà scodando et si manderà ; et zerca il reslo di le cose di turchi fo lolle a Ma-ran, hor manda a Gradisca un cavalaro a posta con sue Ielere a quelli comesari. Item, manda una lettera li ha mandalo il capitanio di Venzon la qual è questa : Magnifico et durissimo domino mai or honorandissimo. In questa matina si è zonlo de qui un merca-dante di Bohemia el va a Veniexia, sta in Praga, et mena pelame et sol venir tre volte a l’anno de qui, e altre volle ho aule nove da lui et è bon italiano. Heferisse che alli zorni passali in Praga vi è stado preso uno che portava lettere dii turco a uno ba-ron di Boemia de li primi dii Conseio di la maestà del re Ferdinando, el qual ha nome signor Zuanne Preslem, el ditto signor Zuanne Preslem si è fu-1 Diarii di M. Sanuto- — Tom. LV. , mabzo. 594 zito, lasato ogni cosa, ne si sa dove che’l sia andato, et è stalo retenuto uno suo canzelier e menalo in la rocha de Praga e vi è sla torturado. Se diceva c’ erano anche altri baroni con ditto Pre-stem che hanno intelligentia col turco, el che Bohemi non ge voleno dar danari a la maestà del re Ferdinando. Altro non sa dir se non che 6 baroni andavano a la volta di Ratlsbona da la Cesarea Maestà, non sano dire cosa alcuna el che dubitano de turchi, boemi, che non vengano zerca Moravia de Boemia, confinante con l’Austria, apreso Viena. Me ha parso significar tal cosa a vostra magnificenlia. Quella sapientissima farà quello parerà a Vostra Signoria, e dì et hora sto vigilante a intender di le cose di Alemagna, e mi sforzerò di dar aviso a Vostra Signoria a la qual humiliter et divote mi ricomainlo. Venzoni primo martii 1532. Antonio Bidenazo capitanio. Da Roma di sier Marco Antonio Venier et dotor, orator, di 28 fevrer, ricevute a dì 6 marzo. Come ricevute nostre di 24 con li avisi da Constantinopoli, fo dal pontefice li comunicò il lutto. Soa Santità ringraliò molto dicendo non li par mior remedio di veder di tratar la pace, et per questo farà ogni cosa, scriverà, et benché habi altri soi a la dieta a Ratisbona manderà etiam uno a posta a veder di perlongar almen le trieve, con questo in questo tempo il turco non dagi impazo a christiani, dicendo la illustrissima Signoria faria ben etiam lei a far quésto. Poi disse ha aviso che presto P imperalor voi venir in Italia per passar in Spagna, e avanti si parli voi esser'insieme per veder le provision el lasará in Italia, partendosi, venendo il Turco. Scrive averli parlalo iusla le lettere di 7 decembrio scriteli per domino Marco Schauro per el vescoado di Dulzigno, Soa Santità disse haverlo dato a uno spagnol familiar dii reverendissimo Osmo, e nel consistorio è sta resígnalo lo episcopato di Budua. Item, di 5 perdoni soa Beatitudine è contento darne tre, ma non di quelli di san Agustín et santa Sofia, el quel di la Pietà voi non comenzi la vízílía di la dominica di l’Olivo ma il zorno, et cussi quello dii Sepulcro, et quel di Sanio Antonio non comenzi el zobia da matina, ma a vesporo. Sono lettere dii re di romani al magnifico Borgo di 7, 13 et 18 di questo. In la prima nulla scrive di le cose di Constantinopoli, in la se« 38